Di Giordano Sangiorgi

Una Canzone per Greta

 

Friday for the Future ha attecchito finalmente anche nelle canzoni indipendenti italiane, che cominciano ad uscire dai testi autoreferenziali della propria quotidianita’ piu’ semplice e noiosa con citazioni di citta’ o dalla voglia del riscatto personale all’interno di spazi di vita in luoghi degradati per trovare finalmente nuovi approdi.
Molto bene naturalmente che se ne parli, ma come capita spesso coi temi civili che coinvolgono d’un tratto le masse piu’ giovanili, molti artisti spesso lo ritengono utile per catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Ma comunque fa certamente bene riempire di tali contenuti epocali e fondamentali le nuove canzoni di oggi.
L’artista piu’ sincero su questo tema e’ certamente l’artista napoletano Maurizio Capone che oramai da 15 anni lavora in modo costante, anticipatorio sui tempi, sulla realizzazione di nuove musiche attraverso l’utilizzo di materiale riciclato dai rifiuti presentato al MEI 2005 in diretta a Quelli che il Calcio su Rai Due all’epoca in diretta con Pupo. Una vera novita’!
Ora, dopo tanti anni di militanza in questo senso, musica ed ecologia tornano unite nel progetto “Suoniamo la città” finanziato da Per chi Crea e realizzato in una scuola del napoletano dai musicisti Elisabetta Ferraro e Maurizio Capone. Barattoli, lattine, bidoni, elastici, materiale elettrico e ferroso, tutto diventa suono, ritmo, armonia, musica nelle mani di ottanta ragazzi dell’Istituto Comprensivo Francesco Di Capua di Castellammare di Stabia, retto dalla preside Rosa Vitale. Otto mesi di attività per costruire, insieme ai musicisti docenti Rosario Minetti, Antonio Del Prete, Lucio Miele, un percorso di formazione artistica, ma anche di educazione civica, che parte dalla trasformazione di oggetti d’uso comune e rifiuti solidi urbani in strumenti musicali per arrivare alla costituzione di una vera e propria orchestra e alla messa in scena di una serie di spettacoli realizzati e programmati. Maurizio Capone continua così nella sua linea artistica unica ed originale, in Italia e non solo.

 

 

Ecco infatti arrivare a sorpresa il nuovo singolo solista di Piero Pelù dal titolo Picnic all’Inferno, in cui il leader dei Litfiba inserisce un audio di Greta Thunberg e la descrive come una “piccola guerriera figlia della luna”.
Greta che ritorna anche nel titolo dell’ultima traccia dell’album di Marracash, in cui Cosmo canta “Ce la posso fare, meglio di mio padre, io ce la posso fare, ripartire, la mia razza si estingue”.
Poi c’è Natura viva degli Eugenio in Via di Gioia, band emergente del circuito indie tra Mei, Primo Maggio e Sanremo Giovani, parla dell’ambiente e del pianeta, anche dopo un loro appello pubblico a favore del verde, della natura e dei temi ambientali proposti proprio da Greta promettendo di piantare alberi un po’ dovunque.
Ce lo dimostra anche Himalaya di Gigante che sembra scritto dagli uomini sopravvissuti al post – catastrofe, con indosso solo una borraccia, che devono tornare a nascondersi nella natura per imparare a vivere di nuovo come dei veri e propri selvaggi (ma non come quelli farlocchi dell’Isola dei Famosi) dopo l’implosione della tecnocrazia e l’esplosione di un mondo iper-connesso che va al collasso.
Uno dei piu’ bei dischi recenti di rapporti tra l’uomo e la natura è invece un disco capolavoro come Die di Iosonouncane, premiato come miglior album indipendente dell’anno alcuni anni fa al MEI, che invitiamo tutti ad andare ad ascoltare, ora che e’ diventato ufficialmente Disco d’Oro, mentre nel rap citiamo il disco Ologramma di Mezzosangue, al MEI l’anno scorso come miglior artista della scena hip hop, è a suo modo un inno alla salvaguardia del pianeta e di se stessi, con parole secche e dure che meritano di essere ricordate per il loro tono apocalittico. Eccole: “Clima d’effetto serra, tutto si difende, il virus nel tuo corpo, la febbre, un buco nel sistema immunitario è come un morbo che prende. Bruceremo in fretta ed io già porto le bende, le vedo che camminano, cellule impazzite in un tumore fulmineo. La terra in delirio, invadono polmoni, sradicano alveoli, sputano quel nero negli oceani.”
Poi c’è Johnny Mox che fa uscire “Spiritual Void”, un album pazzo, unico ed emozionante. E’ composto solo da una singola traccia di 16 minuti realizzata solo con la voce e registrata nei boschi del Trentino, dove l’unica parola riconoscibile è “Help”. Aiuto.
Insomma, si udiscono solo le grida di aiuto dell’uomo e della natura, insieme.

E si potrebbe proseguire con tanti altri esempi. Anche in musica insomma stiamo diventando tutti un po’ fan di Greta. Vedremo quanto durera’ questa moda. O al contrario se e’ un’adesione sincera, come ci auspichiamo, sui temi fondamentali del futuro dell’uomo e della terra. Di noi stessi, insomma.

 

 

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Margherita Ventura
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università di Bologna con una tesi sulla Storia dell'Arte Medioevale, è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti di Bologna dal 2001. Ha collaborato con le testate giornalistiche Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Casa Vogue e dal 2011 è socia e responsabile insieme ai colleghi giornalisti Enrico Spada, Claudio Bolognesi e Riccardo Rossi di Cless, società cooperativa che si occupa di servizi multimediali ed editoriali. Dal 2016 è responsabile della redazione e conduttrice del programma televisivo LatoA ideato dal giornalista Enrico Spada, in onda sul canale del digitale terrestre Radio Italia Anni 60 TV. Dal 2018 è parte dello staff e personal assistant della giornalista Rai Cristina Tassinari, ideatrice del Festival Internazionale della Disco Music "Disco Diva". Attualmente è autrice e caporedattrice per OAPlus, sezione di OASport dedicata a musica, spettacoli e intrattenimento. Appassionata di arte e musica, si diletta a suonare la chitarra elettrica. Ama la vita, la gente e il rock'n'roll.