AFTER HOURS | LA RECENSIONE

Il musicista canadese The Weeknd compie il miracolo: inglobare l’universo oscuro delle prime produzioni coniugandolo con altri episodi più fruibili. Il risultato è incredibile.

Il senso di spaesamento che avverti dopo un pugno in pieno viso, la nebbia che aleggia nella tua testa dopo aver assunto delle anfetamine in una Las Vegas roboante illuminata al neon; è la grande atmosfera di sgomento, paranoia e voglia di pasteggiare nell’oscurità a rendere “After Hours“, il quarto disco in studio di The Weeknd pubblicato il 20 marzo 2020 per XO e Repubblic Records, un vero e proprio capolavoro, summa delle tre produzioni precedenti e forse perfetto compromesso tra il mainstream e lo spettrale esordio discografico riassunto in “Trilogy“.

Anticipato e impreziosito da un supporto visivo di alta caratura, “After Hours” ingloba contaminazioni prettamente 80’s, che trovano riferimento soprattutto nell’utilizzo dei synth e da sorgenti di drum machine imbattendosi nel muro elettronico e nel neo soul caro all’artista canadese, schizzando tra hip-hop, new wave, r&b e sprazzi di dream pop.

Se “Beauty behind the madness“, il capitolo della consacrazione, si perdeva eccessivamente in soluzioni semplici – tiro aggiustato in parte nel successivo “Starboy” – con l’ultimo album The Weeknd trova l’equilibrio perfetto confezionando cinquantasei minuti e diciassette secondi di godimento puro tra erotismo e malinconia, ben rappresentati dalla carpenteriana “Escape to LA” e dalla bonus track “Nothing Comparse“, notti che odorano di sangue, paura e delirio (“Alone again“, “Faith“, “Hardest to love” e la title track), ma anche parentesi adatte ad accalappiare un pubblico più ampio senza però mai spezzare la magia oscura della produzione come la riuscita hit “Heartless“, il banger “Blinding lights” e la penetrante “In your eyes“.

Al centro di tutto troviamo sempre lo stesso tema: la rottura sentimentale seguita da momenti di forte smarrimento, autocritica e autolesionismo: ma se con il precedente “Starboy” l’artista si proiettava verso l’alto in una dimensione spaziale rimarcando in modo deciso la sua voglia di conquistare il mondo, con “After Hours” Abel Tesfaye compie il passo opposto, ovvero mostrarsi nella sua reale natura: una creatura che si nutre delle sue instabilità, manie e contraddizioni, mettendosi totalmente a nudo, come al tempo dell’esordio. Eccezionale.

VOTO: 10/10

AGGETTIVO:  ECCEZIONALE

TRACKLIST:

1. Alone Again
2. Too Late
3. Hardest to Love
4. Scared to Live
6. Snowchild
7. Escape from LA
8. Heartless
9. Faith
10. Blinding Lights
11. In Your Eyes
12. Save Your Tears
13. Repeat After Me (Interlude)
14. After Hours
15. Until I Bleed Out
16. Nothing Compares (BONUS TRACK)
17 Missed You (BONUS TRACK)
18. Final Lullaby (BONUS TRACK)

ARTISTA: THE WEEKND

ALBUM: AFTER HOURS

ANNO: 2020

ETICHETTA: XO/REPUBBLIC RECORDS

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