Un suono certamente ancora più sintetico quello proposto dal gruppo di Giuliano Sangiorgi per un disco che guarda al domani.

CONTATTO | LA RECENSIONE

Sono passati quindici anni dall’esordio nel mainstream dei Negramaro. Era il 2005 quando il gruppo guidato da Giuliano Sangiorgi si presentò alla corte di Paolo Bonolis in occasione della cinquantacinquesima edizione del Festival Di Sanremo, presentando tra le Nuove proposteMentre tutto scorre“, un brano in cui una strabordante potenza vocale impattava con un pop elettronico che mai si era sentito nelle radio italiane, fatta eccezione ovviamente per i Subsonica o per le contaminazioni più minimali ideate da Riccardo Sinigallia per i Tiromancino. Un’idea nuova anche da un punto di formazione visiva, grazie alla presenza di Andrea De Rocco al computer e campionatore, elemento di grande importanza che imperava inseme al classico asset chitarra-basso-pianoforte/tastiere-batteria.

Un successo, quello della canzone sanremese, proseguito grazie a un disco, appunto “Mentre tutto scorre“, diventato nel lasso di poco tempo un Instant classic, contenente banger come la fortunatissima “Estate“, “Nuvole e lenzuola” e la ballatonaSolo3min“, irrobustito da un altro lavoro di pregevole fattura, ovvero “Casa69” e definitivamente consolidato da “La rivoluzione sta arrivando” e “Amore che torni, progetti discografici diventati però noti più per gli episodi lenti e drammatici piuttosto che per il sound che li ha resi celebri, tornato però prepotentemente in “Contatto, il nuovo disco, l’ottavo, della band salentina pubblicato per Sugar Music il 13 novembre 2020.

Una fatica discografica che parla di vita, o meglio di rinascita (ben rappresentata dalla cover), arrivata dopo la terribile malattia di Lele Spredicato (finito in coma nel 2018) e ultimata in un periodo difficile, quello del lockdown. Motivo per cui nei testi scritti dal frontman sono presenti innumerevoli riferimenti al domani, resi in musica con un approccio che sembra prendere le cellule sonore degli esordi arricchendole di nuove sfumature evolvendole su situazioni più sintetiche.

Se però da una parte ci troviamo di fronte a un effettivo marchio sonoro più dettagliato, non scontato e curioso all’ascolto, dall’altro si nota in alcuni punti una sorta di crash con le linee vocali disegnate da Sangiorgi, che sembrano seguire a tutti gli effetti gli stilemi precedenti, senza esplorare le nuove vie tracciate dalle nuove sperimentazioni elettroniche; a questo va ad aggiungersi, a tratti, una retorica, non invasiva per carità, un po’ telefonata e forse evitabile.

Tuttavia non mancano passaggi efficaci, come l’inaugurale “Noi resteremo in piedi“, inno motivazionale destinato a rimanere, e “Devi solo ballare“, delizioso brano dedicato da Sangiorgi alla figlia, prossimo sicuro singolo che trova nel suo climax in un bellissimo inciso spalmato su un breve riff di tastiera irresistibile. Colpiscono anche “Non è vero” – dove è presente l’astro nascente compagna di major Madame che dimostra per l’ennesima volta la sua straordinaria versatilità – e “Scegli me“, entrambi accumulati da synth un primo piano soprattutto nel ritornello.

Più sulla confort zone il resto dei capitoli, title track compresa, dove si va più sul sicuro utilizzando la formula già abbondantemente collaudata in passato, rendendo comunque gradevole un disco ambizioso più negli intenti che nella resa finale, ma che sancisce comunque un piccolo cambiamento, di questi tempi mai scontato.

VOTO: 7/10

AGGETTIVO:  INCOMPIUTO

1. Noi resteremo in piedi
2. Mandiamo via l’inverno
3. Non è vero niente (feat Madame)
4. Devi solo ballare
5. Come non fosse successo mai niente
6. E se domani ti portassi al mare
7. Scegli me
8. Contatto.
9. Non è mai per sempre
10. La cura del tempo
11. La terra di nessuno
12. Dalle mie parti

ARTISTA: NEGRAMARO

ALBUM: CONTATTO

ANNO: 2020

ETICHETTA: SUGAR

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