“Diari aperti (segreti svelati)” di Elisa, uscito il 15 novembre per Universal, è un progetto giusto e facile.

Giusto perché ben pensato: partito con l’intento di creare un progetto aperto, teso a un continuo ampliamento in futuro, il disco è in fondo una sorta di riedizione di “Diari aperti” uscito un anno fa e poco più, con l’aggiunta in un unico package dell’Ep “Secret diaries”, appendice in lingua inglese dell’album invece interamente in italiano, con aggiunti in entrambi i brani duetti e guestarrate inedite.

Dicevamo, un disco “facile”. Facile perché così facendo Elisa & Universal possono con zero sforzo ritornare sul mercato con un prodotto non nuovo ma capace di attirare l’attenzione del pubblico.

“Diari aperti (segreti svelati)” è un disco “giusto” perché i nomi coinvolti non sono quelli sputtanati del pop mainstream più bieco e spietato. Non c’è Jovanotti, Ultimo o chissà chi, bensì l’aspetto più autoriale del nuovo pop, con Calcutta impegnato a cantare nella splendida “Se piovesse il tuo nome” (che ha contribuito a scrivere), così come Brunori Sas in “Anche fragile” e Carmen Consoli in “Promettimi”, le ballate da vera e propria cantautrice scritte interamente da Elisa, episodi più intimi dove si svela l’anima di autrice oltre che di performer. E soprattutto la presenza massiccia di Francesco De Gregori in “Quelli che restano”, originariamente brano conclusivo e momento di rilascio delle endorfine, dai grandi riverberi strumentali per dare il giusto risalto alle parole e alla voce dei due artisti.

“Facile” come disco e operazione perché pensata proprio per “elevare” Elisa in un mondo che le stava sfuggendo di mano, quello cioè del cantautorato, compromesso dall’immagine pop e leggera che sempre di più l’aveva caratterizzata negli ultimi anni. Immagine che non viene ovviamente abbandonata in brani come la didascalicamente estiva “L’estate è già fuori” o “Vivere tutte le vite” con la partecipazione di mr. Autotune Carl Brave, che ripete quello in cui riesce meglio (cioè quel suo pop roman-reggaeton).

In questo senso “Diari aperti (segreti svelati)” va visto come il tentativo di rimanere attuale per Elisa, inglobando il meglio delle novità (Calcutta, Brunori, Carl Brave, Rkomi in “Blu part II”) e della grande scuola d’autore (De Gregori, Consoli).

La controparte inglese del secondo disco ci ricorda più da vicino l’Elisa che una volta cantava in inglese, lingua in cui forse si trova più a suo agio nei brani uptempo, e d’altronde “Thirst”, rielaborazione in lingua e sound albionico del brano di/con Calcutta funziona benissimo anche così.

Forse “Diari aperti (segreti svelati)” è un disco solo per fan e completisti, forse è un modo per prendersi tutto in un solo pacchetto. In ogni caso, forse l’avrò già detto, è un disco giusto e facile. Buon per lei, e per noi!

VOTO: 7/10

AGGETTIVO: GIUSTO/FACILE

TRACKLIST:

DISCO 1

1. Tutta un’altra storia
2. Se Piovesse il Tuo Nome (con Calcutta)
3. Tua Per Sempre
4. Anche Fragile (con Brunori Sas)
5. Promettimi (con Carmen Consoli)
6. L’Amore per te
7. L’Estate è già Fuori
8. Con te mi sento così 14
9. Vivere Tutte le vite (con Carl Brave)
10. Come Fosse Adesso
11. Quelli che restano (con Francesco De Gregori)
12. In piedi
13. Blu Part II (con Rkomi)
14. Diari Aperti

DISCO 2

1. Soul
2. Thirst
3. Feeling This Way
4. You Don’t Love Me Like I Do
5. I Don’t Do Neverminds
6. My America
7. A Parallel World

ALBUM: DIARI APERTI (SEGRETI SVELATI)

ARTISTA: ELISA

ANNO: 2019

ETICHETTA: UNIVERSAL

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