Il nuovo album di Loredana Bertè schiaccia l’occhio al suono di oggi, conducendo l’ascoltatore nelle tante sfaccettature di una cantante mai come oggi esplosiva.

MANIFESTO | LA RECENSIONE

Se c’è un elemento che accomuna la maggior parte dei cantanti della cosiddetta “Golden age” italiana, questo non può che essere un tipo di produzione a-temporale, un sound di stampo classico, certamente invecchiato, ma che in qualche modo riesce a resistere alle viscere del tempo, fungendo semplicemente da sfondo alla voce dell’artista. Ma c’è qualcuno che dice no, muovendosi praticamente in direzione ostinata e contraria rispetto alla massa. E questo qualcuno si chiama Loredana Bertè che, nel diciassettesimo album in studio della sua carriera intitolato “Manifesto” e pubblicato il 5 novembre 2021 per Warner, ha celebrato la modernità in un modo disarmante.

Ebbene sì; dimentichiamoci le chitarre classiche acustiche melense o, peggio ancora, quel tipo di elettricità completamente sterile: nel nuovo album ascoltiamo esattamente il suono radiofonico di oggi, curato perlopiù da Luca Chiaravalli e impreziosito dalla presenza di 3 feat di peso, ovvero Fedez, Nitro e J Ax.

Un tipo di approccio estremamente giovane per un concept basato principalmente sulla figura della donna, in questa occasione frammentata attraverso diverse personalità tutte ingabbiate in quella della protagonista, in alcuni passaggi non propriamente poetici ma tutto sommato convincenti.

Se da una parte si apprezza tantissimo il desiderio di Bertè di volare su dei tessuti elettronici figli del 2020-2021, dall’altra non si può non notare quanto una tessitura così sporca, sgraziata e affascinante come la sua sia leggermente sacrificata in un contesto così costruito. Non sarà infatti certamente un caso se l’episodio più convincente sia per certi versi quello più canonico, “Ho smesso di tacere“, splendido brano scritto da Luciano Ligabue che tratta di un tema delicatissimo come quello degli abusi sessuali sui minori.

Tra gli altri pezzi importanti spiccano la dichiarazione d’intenti “Dark Lady“, che riassume tutta la personalità dirompente della nostra, “Chi non muore si rivede”, difficile fotografia di una vita a volte troppo tortuosa da gestire, e “Persa nel supermercato” che, come già fatto incredibilmente recentemente dai Coma_Cose in “Zombie al carrefour“, parla di un momento di snodo, di rinascita, dunque di vita, chiudendo un album per certi versi esplosivo, paradossalmente in alcuni momenti ovattato proprio da un approccio acchiappa-radio forse fin troppo presente. Ma ad avercene.

VOTO: 6+/10

AGGETTIVO:  FRESCO

TRACKLIST:

1. Bollywood
2. Lacrime in limousine (feat Fedez)
3. Ho smesso di tacere
4. Florida (feat Nitro)
5. Dark Lady
6. Figlia di…
7. Chi non muore si rivede
8. Donne di ferro (feaT J-Ax)
9. Quelle come me
10. Persa nel supermercato

ARTISTA: LOREDANA BERTÈ

ALBUM: MANIFESTO

ANNO: 2021

ETICHETTA: WARNER MUSIC ITALY

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