METROPOLI | LA RECENSIONE

Nel corso degli ultimi mesi più volte in queste pagine abbiamo fatto riferimento al grande stato di forma che sta attraversando la musica indipendente italiana al femminile che, finalmente, sembra aver trovato una dimensione florida, ricca di artiste piene di idee e stili differenti. ce n’è per tutti i gusti: dal sound delle “veterane” Joan Thiele e Giorginess a quello dell’emergente Cecilia, passando per CRLN, Ariete, Cmqmartina (quest’anno in corsa a X Factor) e Bi puntato. Dopo aver catalizzato l’attenzione a livello di ascolti, è tempo di fare un passo in avanti, il cosiddetto ulteriore step per mettere ancora più in risalto l’intero movimento: ovvero la partecipazione al Festival Di Sanremo. Ci sta provando per l’edizione 2021 nell’edizione “GiovaniGinevra, musicista che ha pubblicato il 26 giugno 2020 “Metropoli“, primo EP in italiano su etichetta Asian Fake.

Una scelta azzeccata. Tra le esordienti citate infatti, la torinese sembra al momento quella più pronta: lo testimonia il suo progetto discografico, studiato nei minimi dettagli non solo nel versante musicale con la produzione dei fratelli Francesco e Marco Fugazza (il primo ha letteralmente lanciato il fenomeno Mahmood), ma anche da un punto di vista meramente estetico e commerciale, complice la collaborazione con l’art director Valentina De Zanche, una che ha alle spalle due esperienze di significativa importanza con Frah Quintale e Myss Keta.

Sei brani che rappresentano un lungo viaggio, dalle metropoli di Milano e Torino fino all’India, con una proiezione spaziale da Marte, ma che in realtà fungono semplicemente da biglietto da visita perfetto per presentare l’universo musicale della nostra, un universo fatto di elettronica soffice, influenze trip hop e garage.

La title track apre le danze, una sorta di sguardo dall’alto della vita metropolitana, tra ritmo frenetico e paura di fallire su un pattern di batteria ben marcato, simile alla successiva “Uragano“, dove invece viene trattato, con un ritornello gradevole, il tema della rottura sentimentale, intesa come ente naturale di grande potenza capace di far crollare alcune certezze prima credute saldissime.

L’incertezza sincopata che fa grande “Sconosciuti” apparecchia la tavola per l’episodio migliore del disco, ovvero “Rajasthan“, passaggio intimo e dilatatissimo, in cui la nostra ci invita a rimanere aggrappati davanti alla precarietà del futuro, leitmotive dell’EP e specchio perfetto delle nuove generazioni.

Mostri“, manifesto degli elementi semplici, porta quindi al finale, “Marte“, riflessione di appena 120 secondi su quello che ci circonda, ornata da synth bassi e profondi, che trovano un bel crash con la voce sottile e vellutata della cantante. Tra elettronica inglese e un approccio che ricorda quello dei Daughter, Ginevra sembra dire: “Sono pronta“. E lo è, lo è davvero. E si merita il palco dell’Ariston.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO:  MATURO

TRACKLIST:

1. Metropoli
2. Uragano
3. Sconosciuti
4. Rajasthan
5. Mostri
6. Marte

ARTISTA: GINEVRA

ALBUM: METROPOLI

ANNO: 2020

ETICHETTA: ASIA FAKE

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