Chicoria non si smentisce e il suo ritorno in feat con Massimo Pericolo è una mina cupa ed angosciante come da tempo non ne se sentivano in Italia.

TESTO

“Come caz*o vivi con due spicci
Rispettare la legge è uno sport per ricchi
Soldi sotto terra perché cresceranno
Il mio avvocato è il diavolo, pagami o ti ammazzo
Se porgi l’altra guancia, prendi un altro schiaffo.

Tabula rasa, devi taja’ l’erba bassa
Quanno c’hai a che fa’ coi serpenti e gli asa dentro casa
È funny come gente che conosci da 25 anni
Se rigira e te infami
E ce prova pure coi ricatti
Brutto idiota, so’ io che t’ho sarvato er c*lo tutti ‘st’anni dagli schiaffi
‘N’ho mai lasciato prove e manco un indizio
Er lupo perde il pelo ma no ‘r vizio
Mannatte all’ospedalе è solo l’inizio
E non c’avrò pace finché non finisco
Me fanno schifo i vortagabbana
C’hai le pallе de fa’ i reati ma no’ pe’ pijatte ‘na condanna
Mamma m’ha trovato ancora ‘na vorta co’ ‘e mani ne”a marmellata
Io che non ho mai cambiato squadra, bandiera, né circolo sportivo
Nel circo so’ quello che mantiene er circolo ricreativo
E er guadagno in attivo, poi famo pulizia
Su ‘sta via se portamo via i morti e nun lasciamo traccia de mercanzia
Siccome ‘n sei capace
T’hanno detto de nun parlacce c”a polizia
Altrimenti so’ solo parolacce
Io je do der lei pe’ mantenè ‘a distanza tra me e ‘ste merdacce
E li convinco a ridamme l’erba
A pezzo de infame, sbrigate a ridamme ‘ste du’ canne
È questa la miseria, quella che vorreste sequestramme.

Fratelli sdraiati nel buio a bucarsi in un buco
E mi chiedono aiuto
Che cazzo vuoi, la vita è più dura di tutti voi
Rapper coglioni, preferivo i b-boy
Ascolto rap e voglio farmi le cantanti e voglio sco*arci
Ho più grammi che anni e bilance per cose pesanti
Sei quello che mangi, ed è m*rda per anni
Alcool e droga, lo sballo colma serate vuote
Guido una bara con le ruote
Spengo la fiamma sul cappello di una guardia
Voglio le fiamme sulla caserma dell’arma
Voglio una roncia t*oia, dita in gola, caz*o in gola
Il giorno dopo a scuola, 20 anni penso a una cosa sola
Multitasking, p*mpa in cambio di droga
Porto il Polo Nord a Roma insieme a Chicoria
I marocchini li hanno messi gli italiani dentro al bosco
Noi entriamo con i mitra e col giubbotto
E ci prendiamo tutto quello che è nostro
Ed è tutto vero, purtroppo
Sono uscito uomo entrando da pischello
Tu vai in giro con la barba e col cappello
Dovresti andare in giro col coltello
Fratello, meglio al fresco, che freddo
Meglio morto che infame, meglio sveglio che onesto
Volevo la ragazza perfetta, ma in un contesto di m*rda
Anche con te sto di m*rda
Il cliente ha sempre torto, uno sbaglio e sei morto.

Come caz*o vivi con due spicci
Rispettare la legge è uno sport per ricchi
Soldi sotto terra perché cresceranno
Il mio avvocato è il diavolo, pagami o ti ammazzo
Se porgi l’altra guancia prendi un altro schiaffo”.

Dopo un’assenza di 4 anni Chicoria torna a macinare versi, mentre Massimo Pericolo ormai è una macchina da guerra capace di sfornare un ottimo singolo al mese… l’unione fra i due non poteva che essere una bomba, ed infatti non siamo delusi. “Infamia” di Chicoria & Massimo Pericolo è una mina sospesa fra Drill e il vecchio gangsta tipico del Truce Klan. Partiamo dalla base: Crookers & Depha Beat miscelano 20 anni di scena romana e tirano fuori una base che richiama i DPG di “Crack Music”, i vecchissimi Truce Klan, e i più recenti brani di Ion e compagnia rigorosamente underground. Cupa, lenta, angosciante fino all’insostenibilità, la base è quanto più di antiradiofonico abbiamo sentito dal rap tricolore ultimamente. Il testo non è da meno: vita di strada narrata senza filtra alternando il romanesco italianizzato tipico der Chicoria con il narrato aggressivo di Massimo Pericolo, qui ritornato per l’occasione ai fasti drill di “7 miliardi”. Se vogliamo trovare un precedente degno di nota a cui paragonare questo singolo, dobbiamo risalire ad “Ansia”, il feat fra Ugo Borghetti e Massimo Pericolo del 2018: stesso ambiente e stesso mood, ma la narrazione è sensibilmente diversa. La Roma-Varese narrata dai due trapper è anonima, disgregata, la piccola criminalità raccontata è fatta di individui persi nel loro claustofobico mondo fatto di drepressione, psicofarmaci e abuso di droghe. La realtà di Chicoria invece è ancora ancorata al contesto quartiere, ad una comunità povera e marginalizzata, dotata di un proprio codice morale opposto a quello delle autorità e dei bravi cittadini, un humus cittadino in cui la scelta della carriera nella piccola criminalità non è un obbligo ma nemmeno è condannata, se portata avanti rispettando un codice la cui violazione ti trasforma in un “Infame”, cioè un paria fra i paria. Se per Chicoria quest’ultima realtà è autobiografica ed il narrarla ossessivamente non è altro che il rendere conto della propria esistenza, Massimo Pericolo si muove fra il primo ed il secondo contesto continuamente, segno che da entrambi ha tratto qualcosa per poi distanziarsene, ed è questa capacità di rimanere nella terra di mezzo fra due modi di vivere la stessa emarginazione a fare delle sue barre dei piccoli gioielli di sociologia nonostante l’estrema ripetitività di situazioni e linguaggio.
Che altro dire? Chicoria & Massimo Pericolo con “Infamia” hanno sfornato un ottimo pezzo, tanto anticommerciale quanto godibile per chiunque ami la narrazione del degrado senza filtri. Da ascoltare senza sé e senza ma.

VOTO: 8/10

AGGETTIVO: angosciante

SINGOLO: INFAMIA

ARTISTA: CHICORIA & MASSIMO PERICOLO

ANNO: 2020

ETICHETTA: SUCREAM

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