Ecco JazZONE week parade con 5 proposte tratte da 5 album jazz usciti negli ultimi mesi che meritano attenzione. Un’occasione imperdibile per scoprire nuovi artisti e nuove produzioni dal tocco raffinato.

Questa settimana la cantante Gretchen Parlato, il liscio rivisitato degli Extraliscio, le composizioni sul razzismo di Adrian Younge, gli esperimenti dello Studio Murena, e il fascino etnico di Dominique Fils-Aimé.

Gretchen Parlato – É preciso Perdoar (Flor)

É preciso Perdoar” è un classico di Joao Gilberto, riletto dalla deliziosa voce di Gretchen Parlato, in inglese e portoghese, con la complicità di Marcel Camargo alla chitarra e Artyom Manukyan al violoncello. Il brano apre il nuovo straordinario progetto della cantante americana intitolato “Flor“.

Extraliscio – Valzer d’Africa (È bello perdersi)

Con la loro prima partecipazione al Festival della Canzone Italiana di Sanremo, gli Extraliscio hanno pubblicato il loro nuovo album “È bello perdersi“: un viaggio in un mondo surreale tra tradizione romagnola e sperimentazioni in vari generi, come dimostra questo “Valzer d’Africa” altamente onirico, in cui la voce del leader Mirco Mariani si fa struggente e malinconica.

Adrian Younge – Patriotic Portraits (The American Negro)

Il nuovo album del compositore Adrian Younge, “The American Negro“, è un diretto, urgente e cruento ritratto dell’odierno razzismo americano, così come il brano “Patriotic Portraits” che unisce classicismo, ritmi sincopati e tensione cinematografica. Il disco si completa con un podcast e un cortometraggio che vanno intesi come un unico quadro sull’oppressione e sulla resilienza degli afroamericani.

Studio Murena – Vuoto Testamento (Studio Murena)

Un progetto in costante bilico tra jazz, funk e hip hop, è quello del collettivo milanese Studio Murena, formato da Amedeo Nan (chitarra elettrica), ​Maurizio Gazzola (basso elettrico), ​Matteo Castiglioni (tastiere e synth), ​Marco Falcon (batteria), ​Giovanni Ferrazzi (elettronica, sampler) e l’MC ​Carma (Lorenzo Carminati), che annienta l’ascoltatore con una seria di affilatissime rime. “Vuoto Testamento” è un flusso di coscienza, un dialogo personale ma al contempo generazionale, che si compone su un tessuto musicale molto articolato e originale.

Dominique Fils-Aimé – We are light (Three little words)

Architetture vocali di grande suggestione amplificano la dimensione spirituale di questo brano soul di Dominique Fils-Aimé. “We are light” è un sorta di inno quasi gospel, basato su una misteriosa sezione di fiati, tratto dall’album “Three little words“, capitolo conclusivo della trilogia che la cantante canadese ha dedicato all’esplorazione delle radici culturali della musica afroamericana.

Cinque differenti esperimenti che mostrano tutta la vivacità della musica e dell’atto creativo. Buon ascolto!

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