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Musica Italiana, Recensioni. Il mondo “Superflùo” di Irene Ghiotto, fra colori e malinconia

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Da una parte la vena un po’ malinconica e intimista, dall’altra quella scanzonata e giocosa: sono le due anime di Irene Ghiotto, cantautrice vicentina passata anche da Sanremo nel 2012 (quando vinse fra le Nuove Proposte), perfettamente fuse nel suo nuovo disco “Superfluo”, da leggersi rigorosamente con l’accento traslato sulla u.

Dieci tracce con sonorità che ricordano molto quegli anni ’80 che sembrano vivere di nuova vita nella canzone attuale, in un mood di revival lanciato dai Thegiornalisti di “Fuoricampo” e poi da lì proseguito quasi fino a diventare marchio di fabbrica di molte proposte attuali. All’interno, temi che spaziano dalla riflessione sulla società attuale (“Preghiera per tutti“), alla necessità di avere una spalla su cui piangere nei momenti più bui, all’affermazione di una propria femminilità staccata da stereotipi e modelli predefiniti, con tanti riferimenti e citazioni di altre cantanti e citazioni.

Un disco interessante e ben confezionato, variegato e con tanti spunti tanto interessanti quanto originali.

VOTO: 6 e mezzo/10

AGGETTIVO: COLORATO

TRACKLIST:

1 Il giro di me stessa
2 Assurdità
3 Cento
4 Preghiera per tutti
5 Gli ingegneri delle anime umane
6 Sotto a chi mi tocca
7 Amarsi e fare fiasco
8 É una canzone triste
9 Piccola apocalisse
10 Le cose

ALBUM: SUPERFLUO

ARTISTA: IRENE GHIOTTO

ANNO: 2019

ETICHETTA: GRANITA RECORDS

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