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Musica Italiana, Intervista. “L’Alchimia” di Fabian Wolf: “Bisogna creare sinergie positive”

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L’Alchimia” è il primo disco solista di Fabio Cillo, in arte “Fabian Wolf, cantautore napoletano di origini irlandesi: l’album, in uscita nel 2020, è stato anticipato dal singolo estratto “Labbra & Pelle“. OA Plus ha intervistato Fabian Wolf, che ci ha parlato della sua fatica discografica.

Ciao Fabian, ci presenti il tuo lavoro “L’Alchimia”?

L’Alchimia è un insieme di visioni e sensazioni personali e biografiche messe in musica. La mia vita è stata particolarmente dura con me, ma in compenso mi ha fatto capire che gli esseri umani interagiscono tra di loro tramite la comunicazione e l’empatia. Il modo in cui comunichiamo stabilisce la tipologia di interazione con gli altri esseri umani, ma l’empatia mette in risalto la nostra multisensorialità e tutte le essenze chimiche che ci caratterizzano. Attrazioni, respinte, poli positivi e poli negativi…ho sempre adorato osservare le cose da questo punto di vista“.

Il primo singolo estratto, “Labbra & Pelle”, è la foto perfetta di cosa sia l’alchimia tra due persone, anche se il video, alla fine, lascia un po’ l’amaro in bocca…

Bisogna cercare di distinguere il videoclip dalla canzone stessa. Se ascoltiamo il singolo senza guardare il video possiamo percepire il desiderio, la voglia irrefrenabile del partner e di unire anima e corpo. Descrivo anche la speranza di creare magia dato che se ti guardi intorno raramente vedi persone che si amano. Quando esci di casa molti sono arrabbiati, guardinghi, egoisti, pronti a criticare il prossimo e a creare querele e guerre varie. Se guardiamo i post di molta gente sui social spesso leggiamo rabbia e aridità. Ecco perché sentivo il bisogno di parlare di erotismo vissuto magicamente, quasi per portare la luce nel grigiore. Bisogna creare sinergie positive. Nel video in parte descrivo la magia di due ragazzi che si desiderano, ma in maniera provocatoria nel finale torno un attimo coi piedi per terra. Io mi descrivo autoironicamente come il cornuto della situazione, quasi rassegnato. Come se la partner avesse preso alla lettera la mia filosofia di vita…ai miei danni ????”.

Cosa dobbiamo aspettarci dagli altri singoli che anticiperanno l’album completo?

I prossimi due singoli parleranno di amore vero, di passionalità romantica. In quello che arriverà a breve descrivo la magia dell’avere accanto finalmente dopo tanto penare la mia anima gemella. Nonostante un passato difficile mi godo il sole dopo la tempesta…in piena alchimia. E chissenefrega del passato. Il presente è quello che ho sempre desiderato“.

Quanto le tue origini irlandesi hanno influenzato il tuo modo di fare musica o gli artisti che ti piace ascoltare?

Penso che il DNA conti molto nel momento di creare arte. Sicuramente le sonorità nordeuropee sono diverse da quelle latine, così come da quelle asiatiche o africane. Certe sonorità le hai nel sangue. Certe sensazioni vengono dai propri cromosomi. Come mai non faccio musica caraibica? Evidentemente perché non la sento. Sarei poco credibile a fare cose che non mi emozionano, soprattutto perché non saprei emozionare. I miei gusti musicali mi hanno portato all’ascolto del britpop. Le mie esperienze di vita invece mi hanno fatto ascoltare ciò che mi ha fornito il mio contesto sociale e culturale. Penso alla musica italiana, a quella che ascoltavano i miei genitori e a quella che ascoltavo da adolescente“.

Perché la necessità di avere un nome d’arte, e, nello specifico, perché il riferimento al lupo?

Fabio Cillo è un ragazzo italianissimo, spesso anonimo e riservato. Fabian Wolf è l’alter ego, quello in grado di osare, quello coraggioso e sfacciato, seppur nostalgico e malinconico. Il lupo descrive il mio modo di essere. Il fatto che mi faccio chiamare Wolf alla maniera british indica la mia voglia di internazionalità, la consapevolezza di appartenere a un mondo libero, la mia essenza cosmopolita. Il mio groove britpop dice tutte queste cose, ma la mia italianità anche nel linguaggio e nelle melodie confermano il mio attaccamento al presente più che al passato e il fatto che io sia molto radicato al mio territorio e ai valori che mi hanno impartito i genitori adottivi“.

Mi ha colpito un post sulla tua pagina Facebook in cui dicevi basta ai talent ed alle classifiche al Festival di Sanremo. Qual è a tua ricetta per dare spazio agli artisti emergenti?

In effetti non ho mai amato la competizione. Ho sempre preferito la diversità e le differenze come crescita culturale. Le diversità fanno allargare gli orizzonti. Che tristezza mi fanno le classifiche di artisti e canzoni. Chi le decide queste cose? È tutto molto soggettivo. Io penso che l’arte sia un serbatoio da cui attingere. Un cesto di buone provviste. A me non serve fare una classifica. Posso ascoltare gli artisti nella loro unicità ed essenza. Sono tutti diversi e particolari. Mengoni è diverso da Vecchioni, ma entrambi sono unici e grandiosi. Cosa mi fa dire che l’uno è superiore all’altro? Anche nei loro album ci sono canzoni diverse e significative… perché dovrei sentire l’esigenza di sceglierne una più bella? Le godo tutte. Questo stesso pensiero vale anche per gli artisti emergenti, che hanno il solo limite di dover ancora dimostrare il loro valore. Penso che i festival non debbano avere premi o classifiche, ma spazi e visibilità. Bisognerebbe dare spazio alle condivisioni artistiche e alle opinioni su determinate scelte artistiche. Come i programmi sul calcio in cui si opina in TV, immaginate che bello aprire dibattiti e opinioni libere sulle canzoni e sugli artisti senza l’obbligo di etichettarli e metterli in classifica. Spero sia arrivato il mio pensiero anche se un po’ contorto. Grazie a voi per la visibilità“.

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Foto fornita dall’ufficio stampa di Fabian Wolf