In un mondo dominato tra trap e pop generico, Ariana sembra buttare via il suo pesante bagaglio emotivo

Non si può dire che gli ultimi anni siano stati facili per Ariana Grande. Tra l’attentato di Manchester del 2017, dove persero la vita 23 persone con oltre 250 feriti, e la morte di Mac Miller, suo ex fidanzato per due anni, Ariana ha attraversato le sue tragedie personali con grande personalità.

Forse per questo “Thank U, next” esce a così poca distanza da “Sweetener”, appena cinque mesi,  a differenza del precedente album si porta dietro un bagaglio emotivo che non passerebbe nessun controllo aeroportuale.

In “Thank U, next” gli arrangiamenti si fanno più delicati e minimali, meno invasivi. Synth ariosi fluttuano sopra i beat quasi singhiozzanti della Roland 808, quasi a contrasto con gli inserti strumentali orchestrali (delizioso quello nel finale di “Needy”). E tra samples vintage (come su “Fake smile”) e citazioni dirette, come “My favorite thing” in “7 rings”, il mix di stili e generi è evidente.

Certo, lo stile dell’album non si discosta molto dai trend attuali del pop e dell’ R’n’B, anzi, ne adotta probabilmente i migliori tratti. Ma, in un mondo dominato dalla trap, stavolta l’attenzione sembra riporsi principalmente sui testi e nella storia che Ariana ha da raccontare.

Dopo anni in cui è stata praticamente sempre al centro delle cronache e del gossip, Ariana si apre a contenuti personali e quasi rivelatori. Dall’opener “Imagine”, con i suoi sapori R’n’B e nella successiva “Needy”, fino alla title track verso la fine dell’album, il tema comune che sembra attraversare le tracce è un grande senso di vulnerabilità, mostrandoci quanto dolore ha attraversato la vita di Ariana dal momento in cui è diventata un personaggio pubblico.

E anche se “Thank U, next” non è un capolavoro, e il suo songwriting si alterna tra momenti brillanti e altri più derivativi (come in “Bad idea”, che sembra un furto palese al Gotye di “Somebody that I used to know”), il disco nel complesso è un lavoro molto solido, che se preso nel giusto verso (quello cioè di un album mainstream pop per un pubblico mainstream) si conferma piacevole e scorrevole, oltre che efficace nel mostrarci il volto più intimo e personale di un’artista – suo malgrado – troppo spesso sotto l’occhio dell’opinione pubblica.

VOTO: 7/10

AGGETTIVO: NOSTALGICO

TRACKLIST:

  1. Imagine
  2. Needy
  3. NASA
  4. Bloodline
  5. Fake Smile
  6. Bad Idea
  7. Make Up
  8. Ghostin
  9. In My Head
  10. 7 Rings
  11. Thank U, Next
  12. Break Up with Your Girlfriend, I’m Bored

ALBUM: THANK U, NEXT

ARTISTA: ARIANA GRANDE

ANNO: 2019

ETICHETTA: REPUBLIC

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