Un periodo d’oro per la band romana che, presentando il nuovo progetto discografico in conferenza stampa, ha anche annunciato tutte le date del nuovo tour e una prestigiosa collaborazione internazionale

La vittoria al Settantunesimo Festival di Sanremo, la prima tournée nei palazzetti e una collaborazione internazionale di primo livello. Che periodo d’oro per i Måneskin, band romana che ha presentato questa mattina in conferenza stampa “Teatro d’ira Vol.1“, secondo album in studio in uscita venerdì 19 marzo per Sony Music.

Forti del successo di “Zitti e buoni“, brano vincitore della kermesse già certificato disco d’oro che vanta più di 18 milioni di streaming, Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan hanno annunciato il calendario completo del tour che, se tutto andrà per il verso giusto, si aprirà il 14 dicembre dal Palazzetto dello sport di Roma per chiudersi sabato 23 aprile 2022 all’Arena di Verona, appuntamento che inaugurerà la stagione dei grandi concerti della storica location scaligera.

Il disco si chiama Teatro D’Ira per creare un contrasto tra il teatro, il luogo, e l’ira, il soggetto, e per far incanalare la nostra rabbia e il nostro impeto in un contesto dove c’è la possibilità di trasformarla in qualcosa di positivo; non vogliamo parlare di un’ira distruttiva ma catartica, quella che ti porta a cambiare le cose, come stiamo facendo noi nel nostro piccolo“, ha esordito Damiano, collegato insieme agli altri componenti del gruppo dal Mulino Recording Studio di Acquapendente (Viterbo), proprio il luogo dove hanno registrato in presa diretta il nuovo lavoro; per l’occasione gli artisti hanno anche deliziato i giornalisti con un mini set live composto dagli episodi già editi, “Zitti e buoni” e “Vent’anni” e da tre nuovi pezzi contenuti nel disco, ovvero “I wanna be your slave“, “Nel nome del padre” e “Coraline“.

Un nuovo tassello importante della propria discografia creato dopo tanti concerti e una più che fruttuosa esperienza nel Regno Unito: “Il nostro obiettivo è stato raggiunto a seguito di una maturazione, arrivata dopo tanti concerti e il trasferimento a Londra – Ha spiegato Victoria – Con le performance dal vivo abbiamo capito qual era la nostra forma più naturale. Ai tempi del primo album eravamo più piccoli, avevamo sperimentato tanto senza però avere a fuoco il nostro sound, in questi anni sia studiando singolarmente che come gruppo abbiamo invece capito bene cosa vogliamo ottenere, ovvero proprio questa crudezza, spinta dal power trio analogico e dalla voglia di far sentire bene ogni singolo strumento“. “Noi nasciamo live e moriremo live – ha detto Ethan – Siamo partiti dalla strada, da Via del corso per la precisione: è stata una scuola perché il pubblico devi riuscire a conquistarlo, noi lo abbiamo fatto sempre rimanendo noi stessi“.

Il nuovo album è composto da otto tracce, due in lingua inglese: proprio tra queste spicca “I wanna be your slave“, brano senza filtri illustrato da Damiano: “Il testo è molto colorito, abbiamo cercato di descrivere le molteplici sfaccettature della sessualità delle persone e come queste possano in qualche modo essere influenti nella propria vita: non a caso giochiamo con i contrasti, lo schiavo e il master, il bravo ragazzo e il gangster, proprio per dire che si può essere tranquillamente entrambe le cose senza dover per forza scegliere un ruolo“.

L’episodio più spinto in termini di suono è invece “Nel nome del padre“: “Ci serviva un uptempo strong, abbiamo quindi scordato la chitarra e suonato più pesante, giocando sui riff, sia di chitarra che di basso“, ha spiegato Thomas; ma il titolo non ha nulla a che fare con la blasfemia: “Volevamo semplicemente dire che noi trattiamo la musica come se fosse sacra“. Musica con cui gli artisti vivono un rapporto particolare e conflittuale, sciorinato in “La paura del buio“.

Spazio anche alle storie, come quella commovente di “Coraline“, una di quelle canzoni che lasciano il segno: “È una favola che finisce male, basata su una storia reale. Non parla di un salvataggio ma dell’appassimento di questa ragazza, di questo fiore stupendo, con il cavaliere che rimane uno spettatore inerme; è un brano singolare che vive di momenti vari in un crescendo che accompagna il racconto musicale“.

I Måneskin in attesa del ritorno sul palcoscenico affronteranno l’Eurovision Song Contest, evento per cui sono stati costretti a modificare parte del testo di “Zitti e buoni cassando le parolacce: “Esiste un regolamento che parla chiaro – ha specificato a tal proposito Victoria – è importante riconoscere anche il contesto in cui si presentano le canzoni; siamo ribelli ma non stupidi. Farci eliminare dalla gara per dire cazzo e coglioni non avrebbe avuto senso, non sono questi termini il fulcro della canzone“, ha aggiunto poi Damiano. Sfruttando la visibilità internazionale i ragazzi sperano di poter allargare il proprio pubblico: “Crediamo di poter essere un progetto in grado di andare oltre i nostri confini“, hanno spiegato i ragazzi, sganciando anche una piccola bomba in anteprima: “Abbiamo registrato un pezzo con gli Struts, ci hanno anche contattato per il loro tour“.

Måneskin, le date del tour

Martedì 14 dicembre 2021 Roma @ Palazzo dello Sport – SOLD OUT
Mercoledì 15 dicembre 2021 Roma @ Palazzo dello Sport – SOLD OUT
Sabato 18 dicembre 2021 Assago (MI) @ Mediolanum Forum – SOLD OUT
Domenica 19 dicembre 2021 Assago (MI) @ Mediolanum Forum – SOLD OUT
Domenica 20 marzo 2022 Casalecchio di Reno (BO) @ Unipol Arena – NUOVA DATA
Martedì 22 marzo 2022 Assago (MI) @ Mediolanum Forum – NUOVA DATA
Sabato 26 marzo 2022 Napoli @ PalaPartenope – NUOVA DATA
Giovedì 31 marzo 2022 Firenze @ Nelson Mandela Forum – NUOVA DATA
Domenica 3 aprile 2022 Torino @ Pala Alpitour – NUOVA DATA
Venerdì 8 aprile 2022 Bari @ PalaFlorio – NUOVA DATA
Sabato 23 aprile 2022 Arena di Verona – NUOVA DATA

Foto: Gabriele Giussani

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