Di Marta Scaccabarozzi

“Lost in your smile” è il nuovo singolo di A-lex Gatti, cantautore di Carrara con la passione oltre che per la musica anche per i sentimenti in generale. Sì, perché non è scontato interessarsi allo scandaglio quasi spasmodico di quelle che sono le emozioni che ci accompagnano sia nel bene che nel male nel nostro cammino. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere proprio con l’artista per farci spiegare in dettaglio il suo metodo per percepire il mondo e per poi filtrarlo nelle sue canzoni… e anche nei suoi video!

Ciao A-lex, benvenuto nella #NewMusicThursday del MEI! Partiamo già carichi chiedendoti di “Lost in your smile”, il tuo ultimo singolo pubblicato il 26 marzo, da cosa nasce la realizzazione di questo brano?

Ciao a tutti!Questo brano nasce da una riflessione sull’amore e quello che per me significa, sotto vari punti di vista. L’amore verso sé stessi in primis; bisognerebbe infatti imparare ad accettarsi di più, capendo e valorizzando le nostre caratteristiche e peculiarità che ci rendono diversi dagli altri, difetti compresi. Ma parla anche di amore verso un’altra persona, soprattutto la capacità di saper apprezzare le persone che ci stanno accanto. Insomma, ci sono un po’ di spunti per chi vorrà ascoltarli e ragionarci su.

Se proprio ti chiedessimo di scegliere, definiresti “Lost in your smile” come una canzone d’amore verso qualcuno o verso sé stessi?

Come sopra, direi un po’ entrambe le cose. L’amore verso gli altri non può prescindere dall’amore verso sé stessi. Solo da lì si può mettere una solida base per poterci confrontare e relazionare meglio con le altre persone.

Ognuno ha la propria musa o artista o anche un evento che poi diventa epifanico per le proprie scritture musicali: mentre tu a chi ti ispiri per le tue creazioni?

Principalmente cerco di auto-ispirarmi, per cercare di essere più originale possibile. Però ovviamente ho influenze molto marcate soprattutto della scena Grunge e Post Grunge, quindi diciamo che è lì che deriva la maggiore ispirazione. Da lì e dalla maggior parte del Rock, quello con la R maiuscola, dei grandi del passato. Credo che diversamente da quanto si creda, ci sia ancora molto da spulciare e capire dal passato.

Suggeriscici tre autori che dovremmo ascoltare sicuramente e che sono stati importanti per te nel tuo cammino artistico!

Volentieri!Tra tutti direi: “The Beatles”, “SoundGarden” e “Pearl Jam”

Hai da poco pubblicato anche un video connesso al brano: in che modo, almeno secondo te, il video arricchisce semanticamente il tuo singolo? Da cosa trai ispirazione?

Diciamo che il video immortala bene il concetto della canzone e la lega a un’immagine precisa. Aggiunge senz’altro un valore emotivo, che già è presente nella canzone, ma che viene ampliato dalle immagini. In questo senso credo che il video sia venuto organicamente ben integrato alla canzone e questo è accaduto grazie a Leo Caleo che si è occupato della regia e dell’idea del video stesso.

Generalmente traggo ispirazione dalle mie esperienze e riflessioni. In generale dalla mia vita e da quello che mi accade intorno. Cerco di fare mie le emozioni che vivo o che sento vivere agli altri, e in un secondo momento, provo ad esporle filtrate da quello che è il mio pensiero.

 

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