Il coming out spesso è stata una mossa danneggiante nel mondo dello spettacolo; Diversi attori e attrici si sono visti la carriera rovinata. Questa situazione ha un po’ stufato ed è per questo motivo che 185 attori e attrici hanno rotto il silenzio e avviato una campagna di coming out di massa chiamata “Act Out”.

L’idea è nata da Karin Hanczewski, l’attore di teatro Mehmet Atesci e Godehard Giese. L’intento è quello di permettere a varie personalità del cinema e della tv di uscire allo scoperto e poter vivere il proprio orientamento sessuale o la libertà di genere in libertà. Inoltre si vuole denunciare un’industria che molto spesso ha messo a tacere le libertà di espressione di molte persone. Anche quelli che in Germania hanno un forte successo.

«Siamo qui e siamo in tanti! Siamo attori che si identificano come lesbiche, gay, bi, trans*, queer, inter e non-binari, tra molte altre cose. Finora non abbiamo potuto essere aperti sulle nostre vite private senza temere conseguenze professionali» inizia così il manifesto pubblicato sul Süddeutsche Zeitung. «Troppo spesso, molti di noi sono stati ammoniti — da manager, agenti di casting, colleghi, produttori, editori, registi, ecc. — a tacere sui nostri orientamenti sessuali e identità di genere per evitare di mettere in pericolo le nostre carriere. Noi stiamo mettendo fine a tutto questo: una volta per tutte! Abbiamo deciso di unirci con una dichiarazione pubblica per ottenere visibilità».

L’ESPERIENZA DI KARIN HANCZEWSKI, FIRMATARIA DELLA CAMPAGNA

Tra i volti noti del mondo del cinema e della tv tedesca, che hanno aderito alla campagna e fatto coming out, vediamo Karin Hanczewski, 39 anni, e Mark Waschke, della serie poliziesca Tatort, ma anche Godehard Giese, protagonista di Deutschland 83 e Babylon Berlin. Anche Eva Meckbach, nota in italia per la serie di Netflix Criminal Germania, ha taderito alla campagna.

Sempre Hanczewski raccontava di come fosse permesso alla sua compagna di farle visita sul set ma venisse vietato alle due donne di presentarsi insieme come coppia. Una regola di cui la commissaria di Dresda Karin Gorniak della seire Tatort si è stufata e per cui ha deciso di uscire allo scoperto.

«Il motivo per cui lo trovo importante per me è l’aspetto della liberazione, cioè liberarmi come essere umano e essere fedele a me stessa. Ho sempre avuto il desiderio utopico che se mai mi fossi dichiarata, avrebbe avuto una rilevanza politico-sociale. Come individuo, dovrei essere follemente famosa perché questo cambi qualcosa. E quando improvvisamente abbiamo iniziato a parlarne come gruppo, era chiaro che noi (come gruppo, in quanto grande gruppo) potevamo cambiare qualcosa — dice l’attrice —. E se non faccio coming out, se mi rendo invisibile, contribuisco a un mondo in cui non voglio davvero vivere, e alimento il terreno per l’omofobia, l’ostilità nei confronti delle persone queer, l’ostilità contro le persone trans. Questo passo è un passo per uscirne, per creare un mondo in cui anch’io voglio vivere».

Mai prima d’ora avevamo assistito ad un coming out di massa e ci auguriamo veramente che tale iniziativa possa essere presa anche in Ialia. Non solo nel mondo dello spettacolo, ma anche in quello dello sport, dove l’oppressione del proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere sono ancor più forti.

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