Il menù della serata è interamente studiato su prodotti del territorio ecosostenibili

Si è svolta mercoledì sera la ‘Conviviale degli Auguri’ dell’Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Castel San Pietro – Medicina. A fare da splendida cornice all’evento, il Ristorante Massimiliano Poggi di Trebbo di Reno (Castel Maggiore) in provincia di Bologna. Il ristorante porta il nome dello chef, che ama definire i suoi piatti, frutto di una cucina evocativa, poetica e cosmopolita. Poggi fa partire la serata con un antipasto di insalata russa, un trionfo di sapori e di colori, seguita da cipolla arrosto, burro al limone e mandorle. Tutti prodotti freschi e di stagione, una decisione che rispetta i tempi e la natura dei prodotti, per offrire il meglio ai palati dei commensali.

Due i primi di stampo tradizionale, ma con una decisa impronta di modernità e fantasia dello chef: una lasagna con ragù bianco di coniglio, bagnata da un trito di verdurine soffritte ed un piatto di tortellini piccolissimi come la tradizione bolognese vuole, adagiati sulla crema di Parmigiano, una salsa che sta sempre più prendendo il posto della panna per accompagnare questo tipico piatto bolognese.

Un tenerissimo collo di maiale alla brace come secondo, accompagnato da una mousse di topinambur a deliziare il palato dei commensali, che tra una chiacchiera e una risata in allegria, si sono perfettamente immersi in questa calda ed accogliente location. Il maiale, nel folklore alimentare, e nell’universo gastronomico, occupa un posto di spiccato rilievo. In tutte le regioni si trovano mirabili esempi di utilizzo della carne di questo animale. L’Emilia Romagna, regione italiana simbolo dei prodotti derivanti dalla lavorazione del maiale, è patria della mortadella, dei prosciutti e salumi vari, oltre che del cotechino e dello zampone che, servito su di un letto di lenticchie, è di buon auspicio, secondo la tradizione popolare, se servito nei banchetti di fine anno.

Uno speciale Fiordilatte dal sapore intenso e la consistenza cremosa a chiudere questa squisita cena di auguri di Natale. Simile al suo cugino crème caramel (ma guai a chiamarlo così!) tipico della tradizione contadina emiliana-romagnola e realizzato con ingredienti semplicissimi, che in campagna non mancavano mai: latte e uova. Nonostante oggi questo sia un dolce tipicamente invernale, un tempo veniva preparato durante il periodo estivo, proprio quando c’era abbondanza di questi due prodotti. All’epoca, mancando il frigorifero, c’era necessità di trovare un modo per conservare uova e latte e così, le azdore (reggitrici della casa) hanno trovato dei trucchi per non sprecare questi ingredienti, tirando sfoglie di pasta fresca, oppure realizzando dolci, tra cui appunto, il Fiordilatte.

I vini che hanno accompagnato la serata in questo meraviglioso ristorante elegante immerso nel verde, sono vini dei colli bolognesi. Al fianco di Massimiliano Poggi c’è il giovane chef Marco Canelli, cresciuto professionalmente con lo chef già nei ristoranti Vicolo Colombina e Al Cambio, e con un’esperienza presso La Francescana di Bottura nel 2016. Il simposiarca della serata è Marco Monesi.

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Crediti Foto Laura Ambrosi OA Plus


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