Sta per concludersi la terza edizione del “Tiramisù World Cup 2019”, con le finali che si stanno svolgendo nei giorni 1, 2, 3 novembre 2019 a Treviso, evento accompagnato dallo “spritz time”, il classico momento dell’aperitivo nato in Veneto ma ormai diffuso in tutta Italia e anche all’estero.

La gara di quest’anno ha avuto inizio a settembre con le selezioni a Bibione e ad Udine ed è proseguita poi in ottobre con la prima tappa, per la prima volta all’estero (Bruxelles) e si sta disputando il gran finale a Treviso, nel cuore della romantica e pittoresca città, che già rimane impressa per Il centro storico a misura d’uomo, pedonale, curato e pulito, un intreccio di vicoletti in cui scorrono deliziosi canali.

Gli sfidanti sono appassionati chef non professionisti provenienti da tutto il mondo.

E’ data loro la possibilità di aggiungere alla ricetta originale fino a tre prodotti e di sostituire il tipo di biscotto.

Vi sono anche concorrenti provenienti dall’Australia, Regno Unito, Svizzera, Spagna, Austria e Germania.

Il Tiramisù è diventato un simbolo del made in Italy nel mondo, per questo i due vincitori di quest’anno (uno per la ricetta tradizionale, l’altro per la ricetta creativa, saranno ospitati a Curitiba, Paraná, in Brasile e saranno protagonisti della “Settimana della Cucina Italiana nel mondo”, evento promosso dal Ministero degli Esteri in tutte le Ambasciate del Mondo.

La ricetta classica di questo delizioso dolce italiano, prevede pochi semplici ingredienti (savoiardi, mascarpone, uova, zucchero, caffè e cacao) ma attenzione, pur essendo un dolce apparentemente semplice, è un attimo sbagliare le dosi e ritrovarsi con un pasticcio tra le mani

Fortunatamente, da un paio d’anni, tra la giuria c’è un giurato d’eccezione, il campione che vinse la prima edizione nel 2017, il trentenne (allora ventottenne) Andrea Ciccolella, originario di Belluno, che ho intervistato nelle ore precedenti la finale.

Uno dei requisiti della gara, prevede di non essere dei professionisti e di non aver lavorato nella ristorazione per 6 mesi consecutivi negli ultimi 2 anni, quindi Andrea, campioni si diventa, non si nasce?

Ebbene si, io sono partito quasi dal nulla, con una grande passione ma poca esperienza alle spalle e soprattutto, non avevo mai fatto un tiramisù. Ho studiato all’Istituto Alberghiero e poi ho lavorato per un periodo in un ristorante che faceva ottimi prodotti di pasticceria, ma era troppo lontano da casa, a Caorle, a circa due ore da Belluno ed io ero giovane e sentivo che stavo perdendo i miei amici, le mie radici, allora sono tornato a Belluno ed ho trovato lavoro come operaio in un’azienda di ottica. E così per 9 anni mi sono messo il cuore in pace ed ho abbandonato quella che era la mia vocazione. Poi, un giorno, un amico, che ben conosceva la mia passione, ha insistito affinchè io mi iscrivessi alla prima edizione della “Tiramisù World Cup, a Treviso.

E mi ha convinto. Io però non avevo mai fatto un tiramisù e allora ho deciso di prendere più informazioni possibili dal web. Ed ho studiato ricette, seguito tutorial, sia sulla parte tecnica che sulla parte decorativa. Mi sono studiato bene la ricetta base dell’inventore del Tiramisù, il trevigiano Roberto Linguanotto che lavorava al ristorante Le Beccherie e una sera del 1970 inventò questo dolce delizioso.

MI sono preparato un mio schema mentale, era tutto pronto per la competizione, ero emozionato ma pronto e determinato a provarci

E’ una storia molto avvincente, fa venire la giusta carica per affrontare le nuove avventure. Che cosa mi racconti della gara?

C’erano 700 iscritti. Non pensavo di farcela ma ce l’ho messa tutta. Da un paio d’anni i campioni sono due, uno per la ricetta classica, uno per la creativa, ma all’epoca il vincitore era uno solo che però doveva disputare entrambe le selezioni ed io le vinsi tutte.

Come hai fatto a vincere, con cosa ti sei presentato?

Ho presentato un piatto rettangolare. Da un lato c’era il mio tiramisù, di forma quadrata, dall’altro c’era la mia decorazione, una creazione di mascarpone a forma di rosa.

So che la tua ricetta segreta non la vuoi dare a nessuno, ci puoi dire almeno se aggiungi qualche ingrediente segreto?

Assolutamente nessun ingrediente in aggiunta. Il Tiramisù è un dolce semplice che ha bisogno di pochi ingredienti, uova, zucchero, mascarpone, savoiardi, caffè e cacao amaro in polvere. Tuttavia la gente a volte lo prende sotto gamba pensando che sia un dolce facile, invece il segreto sta nel dosare bene gli ingredienti ed io ho trovato la mia quadra. E’ una cosa personale, ognuno deve trovare il proprio bilanciamento, non posso insegnare io questa cosa, è una questione di sensibilità.

Almeno qualche consiglio ce lo puoi dare?

Guarda, il problema più grosso sono i savoiardi. Non sono tutti uguali, alcuni presentano delle crepe e quindi si possono inzuppare di più o di meno. Io di solito imbevo due savoiardi alla volta per 2 o 3 secondi nel caffè amaro e poi li metto tutti su un piatto e me li dimentico. Preparo la crema, e quando sono pronto, faccio una selezione e butto quelli troppo inzuppati e quelli troppo secchi e tengo solo quelli “giusti”.

Un’altra cosa importante è la scelta del mascarpone, che deve essere molto grasso. Meglio di tutto se avete un caseificio vicino a casa.

Sei a favore della ricetta creativa? C’è chi aggiunge le fragole o le banane, che ne pensi di questo azzardo?

Non la demonizzo. A volte è bello giocare in cucina, sperimentare, anche se io preferisco la ricetta classica. Il mio tiramisù più esclusivo è il “Tiramisù Gold”, ricoperto con foglie alimentari in oro 24 carati di cui è uscita anche la notizia sull’ANSA.

C’è da anni la diatriba tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Chi ha inventato per primo il Tiramisù?

Il Veneto! Assolutamente Treviso! Però è una disputa sana, che a me fa anche un po’ sorridere. Si sente dire: “Io ho lo scontrino più vecchio!”, “mia nonna già lo faceva!”

Guai se non ci fosse questa lite, che in un certo senso, fa parlare di lui, il Tiramisù

Andrea, com’è cambiata la tua vita dopo la vittoria, hai realizzato il tuo sogno, lavori nella pasticceria?

All’inizio la cosa ha avuto un grande riscontro mediatico e mi sono quasi spaventato. Mi sono trovato su tutte le prime pagine dei giornali, mi chiamavano ogni giorno radio e televisioni, ho fatto uno spot con Zaia, il Governatore del Veneto, sono sponsor della Lattebusche.

Ma dopo 3 o 4 mesi, tutto è tornato come prima. Sono tornato alla mia vita normale. Lavoro ancora nell’azienda di ottica dove lavoravo prima. Non ho avuto le proposte giuste per svoltare la mia vita e l’unica differenza è che vengo invitato a tutte le cene e ovviamente, io porto il dessert.

Questa cosa mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Sono andato in tutte le trasmissioni dove sono stato invitato, ma non è arrivata nessuna proposta interessante.

La tua determinazione dimostra che chiunque, con tanto amore e tanta dedizione, può vincere una competizione importante. Cosa vorresti fare “da grande”?

Vorrei aprire un’attività imprenditoriale facendo del mio Tiramisù un marchio distintivo.

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