Cinema
Timothée Chalamet e l’arte del marketing: con Marty Supreme il cinema diventa performance
Con un tour mediatico che sembra una performance continua, Timothée Chalamet ha trasformato l’attesa di Marty Supreme in un evento culturale, mescolando cinema, musica, moda e teatro.
Prima ancora di arrivare nelle sale, Marty Supreme è già diventato un caso culturale. Non per il trailer, non per le recensioni, non per la trama, ma per ciò che Timothée Chalamet ha costruito intorno al film. Negli ultimi mesi, l’attore ha trasformato la promozione in un’esperienza a sé stante, un’opera parallela che mescola cinema, musica, moda, teatro e cultura pop. Quello che tradizionalmente sarebbe stato un tour mediatico si è trasformato in una lunga performance continua, capace di catturare l’attenzione ben oltre il pubblico cinefilo.
— Timothée Chalamet (@RealChalamet) October 7, 2025
La notte del ping-pong e l’apparizione di Marty
Uno dei momenti più emblematici è avvenuto a New York, in un club di ping-pong temporaneo allestito da Airbnb nel cuore di Soho. Luci soffuse, nebbia artificiale e un’atmosfera da rave clandestino hanno fatto da cornice a un torneo tra professionisti. Ma la vera attesa non era per le partite. Tutti aspettavano Marty. Poco dopo mezzanotte, il DJ ha interrotto la musica e sul balcone è apparso Chalamet, accompagnato da una squadra di uomini con la testa a forma di pallina da ping-pong arancione.
Timothèe Chalamet (@Marty Supreme)
Timothée Chalamet – Oltre la campagna marketing
Chiamarla promozione è riduttivo. Chiamarla performance art non basta. Chalamet ha unito codici diversi, tracciando una linea che nessun attore aveva percorso prima con questa intensità. La campagna di Marty Supreme è la più grande mai realizzata da A24, ma il suo tratto distintivo è un altro: nasce quasi interamente dalla visione dell’attore stesso. Dall’apparizione a Times Square circondato da “scagnozzi” con teste arancioni, alle giacche distribuite come reliquie, fino al dirigibile e ai contenuti virali, ogni elemento sembra parte di un disegno più ampio.
L’attore come autore del proprio mito
Fonti vicine alla produzione raccontano che molte idee sono nate direttamente dalla mente, e talvolta dal portafoglio, di Chalamet. Non si è limitato a interpretare un personaggio, ma ha scelto di abitarlo anche fuori dallo schermo, confondendo volutamente i confini tra sé e Marty, giovane prodigio del ping-pong e figura brillante ma irritante. Il risultato è una narrazione espansa, in cui l’attore diventa autore, regista e performer della propria immagine pubblica.

Timothèe Chalamet (@Marty Supreme)
Timothée Chalamet – Un nuovo modello di star
Mentre il film è uscito negli Stati Uniti e si avvicina all’uscita in Italia, i numeri al botteghino iniziano già a parlare chiaro: l’anteprima limitata ha battuto record per A24. Ma la vera domanda non riguarda incassi o premi. Con Marty Supreme, Timothée Chalamet non sta solo promuovendo un film, ma sta riscrivendo le regole del gioco, dimostrando che il cinema può tornare a essere evento, rituale, sorpresa. E che la promozione può diventare arte.