Cinema
‘Melania’: il documentario della First Lady tra polemiche e un regista controverso
Il documentario della first lady americana ha riscosso alla premiere una reazione di pubblico e critica estremamente negativa
E’ uscito in anteprima a Los Angeles il documentario di Melania Trump, che segna anche il debutto della sua nuova casa di produzione. Il film punta il focus sugli ultimi giorni della campagna di Trump dal punto di vista della first lady, seguendola passo passo nella sua vita privata e pubblica. Secondo la sinossi infatti il film si avvale di “filmati esclusivi che immortalano incontri cruciali, conversazioni private e ambienti mai visti prima”. Melania Trump garantisce che non è un documentario convenzionale: “Alcuni lo hanno definito un documentario. Non lo è: è un’esperienza creativa che offre prospettive, intuizioni e momenti”. Peccato però che all’uscita del film in occasione della première mondiale, le controversie e polemiche non si sono fatte attendere dai media e dal popolo di internet. Infatti, il film ha ricevuto un finanziamento stellare di 40 milioni di dollari da Jeff Bezos di Amazon, più 35 milioni per la promozione.
Il regista di ‘Melania’ Brett Ratner accusato di abusi sessuali da 6 donne
Il regista e produttore Brett Ratner è uscito di scena dal 2017, da quando fu coinvolto nello scandalo #metoo perché accusato da 6 donne, tra cui Olivia Munn e Natasha Henstridge, di abusi sessuali. Oltre alla controversa presenza di Retner alla regia di ‘Melania’, c’è anche stata una durissima accoglienza da parte degli addetti ai lavori che hanno bocciato la sceneggiatura e il senso del progetto, definendolo “un’operazione di controllo dell’immagine più che un’indagine giornalistica” (‘New Yorker’). Le prevendite sono andate talmente male che nel cinema più grande di Boston non è stato venduto neanche un biglietto, nel frattempo Donald Trump diceva sui social che “I biglietti si stanno vendendo velocemente”.‘Melania’ sta per essere distribuito in tutto il mondo: prima al cinema poi su Amazon Prime.