Cinema
Golden Globes 2026, “Una battaglia dopo l’altra” domina la notte dei premi
L’83ª edizione dei Golden Globes apre ufficialmente la corsa agli Oscar, premiando Paul Thomas Anderson, incoronando Timothée Chalamet e rilanciando il cinema internazionale in una serata ricca di segnali sul futuro dell’industria.
L’83ª edizione dei Golden Globes ha ufficialmente inaugurato la stagione dei grandi premi cinematografici e televisivi, confermando il ruolo centrale della cerimonia come primo vero termometro verso gli Oscar. Al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, la Hollywood Foreign Press Association ha celebrato cinema, televisione e, per la prima volta, podcast, allargando lo sguardo su un’industria in continua trasformazione.
A guidare la serata, per il secondo anno consecutivo, è stata Nikki Glaser, mentre sul palco si sono alternate numerose star incaricate di presentare e consegnare i premi. Ventotto le categorie complessive, suddivise tra grande schermo, piccolo schermo e nuove forme di intrattenimento audio.

Una battaglia dopo l’altra – Film (2025)
Golden Globes 2026 – Paul Thomas Anderson domina la scena con “Una battaglia dopo l’altra”
Il film che ha lasciato il segno più profondo è stato senza dubbio Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. La pellicola si è imposta come miglior film musical o commedia, conquistando complessivamente quattro Golden Globe, inclusi quelli per la regia e la sceneggiatura, oltre al premio per la miglior attrice non protagonista assegnato a Teyana Taylor. Un successo pieno che ha certificato la forza di un’opera capace di coniugare satira politica, ambizione autoriale e solidità produttiva, confermando Anderson come uno dei nomi più influenti del cinema contemporaneo.

Marty Supreme (Marty Supreme)
Chalamet batte DiCaprio: il derby generazionale sorride al più giovane
Uno dei momenti più attesi della serata era lo scontro diretto tra Timothée Chalamet e Leonardo DiCaprio nella categoria di miglior attore protagonista in un film musical o commedia. A spuntarla è stato Chalamet, premiato per la sua interpretazione in Marty Supreme, dove veste i panni di un eccentrico campione di ping pong. Per DiCaprio, ancora una volta, la notte si è chiusa senza statuette personali, nonostante la candidatura per Una battaglia dopo l’altra. Un risultato che ha alimentato il racconto di una sfida simbolica tra generazioni, con Hollywood sempre più orientata verso nuovi volti e nuovi equilibri.

Hamnet (Hamnet)
“Hamnet” conquista il dramma e guarda agli Oscar
Sul versante drammatico, il Golden Globe per il miglior film è andato a Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao. Un racconto intimo e doloroso, ambientato nell’universo familiare di William Shakespeare, che ha convinto la giuria per intensità emotiva e rigore narrativo. La vittoria di Jessie Buckley come miglior attrice protagonista ha rafforzato il peso del film nella corsa ai prossimi Academy Awards, confermandolo come uno dei titoli più temuti della stagione.
Il cinema internazionale al centro: Brasile e Corea del Sud protagonisti
Tra i segnali più forti emersi dalla serata c’è stata la centralità del cinema non anglofono. L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho ha trionfato come miglior film in lingua non inglese e ha regalato il premio per il miglior attore drammatico a Wagner Moura, in un racconto ambientato nel Brasile della dittatura militare. Nel campo dell’animazione, invece, il successo è stato sudcoreano: KPop Demon Hunters ha vinto come miglior film animato e per la miglior canzone originale, dimostrando l’impatto globale di una produzione capace di fondere cultura pop, musica e immaginario contemporaneo.
Golden Globes 2026 – La televisione incorona “Adolescence” e rilancia i grandi nomi
Sul fronte seriale, Adolescence è stata la serie più premiata della serata, imponendosi come miglior miniserie e raccogliendo riconoscimenti anche per il cast, tra cui Stephen Graham, Erin Doherty e il giovanissimo Owen Cooper. The Pitt ha vinto come miglior serie drammatica, con Noah Wyle premiato come miglior attore, mentre The Studio ha dominato la categoria musical o commedia, portando a casa anche il Golden Globe per Seth Rogen.