Non è la prima volta che il presidente americano Donald Trump attacca i social, Facebook e Twitter. E lo fa perché i social media sarebbero faziosi e tenterebbero di reprimere i contenuti dei conservatori. Adesso però Trump – che continua ad usare il suo account Twitter come canale di comunicazione ufficiale – minaccia una stretta sul loro utilizzo.

Tutto è cominciato due giorni fa, quando il presidente Trump ha esposto il suo pensiero sull’intenzione del governatore della California Gavin Newson di espandere l’utilizzo del voto via posta per via dell’emergenza sanitaria. Con la pacatezza che lo contraddistingue, in questo tweet Trump diceva che il voto via posta sarebbe una vera e propria frode. In particolare, che gli scrutini sarebbero truccati, le schede verrebbero stampate illegalmente, che alcune persone potrebbero dire ad altre per chi votare e che di conseguenza le elezioni risulterebbero truccate.

Questo tweet è stato contrassegnato dalla piattaforma con l’avviso usato quando vi è il rischio che l’informazione contenuta nel messaggio sia una notizia falsa. L’avviso di verificare i fatti dice “capire come funziona il voto via posta” e collega alla pagina @TwitterSafety dove sono raccolte informazioni che smentiscono le parole di Trump. “Le accuse del presidente sono prive di fondamento – si legge – secondo alcune emittenti e testate come la CNN, NBC o il Washington Post”. Ma le elezioni via posta non sarebbero una novità. Nella stessa pagina sono raccolti tutti i tweet che dimostrerebbero l’infondatezza delle parole del presidente.

A questo punto il presidente ha scritto un tweet contro lo stesso Twitter. Accusando la piattaforma di interferire con le elezioni presidenziali. La CNN – si sa – non è vicina alle posizioni del presidente Trump e per questo viene considerata dal presidente americano come una fonte di fake news. Così come anche il Washington Post. Per la sua azione, secondo Trump il social media starebbe soffocando la libertà di espressione cercando di silenziare le voci dei conservatori.

Così il presidente ha annunciato, sempre via Twitter, di regolamentare in maniera stringente i social media o di chiuderli. Secondo l’ultimo tweet di Trump le aziende del Big Tech vorrebbero agire da censori in vista delle elezioni presidenziali di quest’anno. Come avrebbero già tentato di fare nel 2016, fallendo.

Non c’è solidarietà tra i grandi social media. Facebook – infatti – non condivide l’azione del corrispettivo Twitter. Secondo Mark Zuckerberg fondatore di Facebook e proprietario anche di WhatsApp e Instagram, il ruolo dei social media non è quello di “arbitri della verità”. Lo ha detto in un’intervista a Fox News, emittente vicina alle posizioni del presidente Trump. Ma non si è fatta attendere la risposta del Ceo di Twitter, Jack Dorsey. Nessun ruolo di “arbitri della verità”, ma solo trasparenza, sottolinea Dorsey. L’intenzione è quella di mostrare tutte le informazioni e le dichiarazioni contraddittorie così da lasciare che siano le persone a giudicare.

“Continueremo ad evidenziare le informazioni incorrette che riguardano elezioni in tutto il mondo. E ammetteremo ogni errore che commetteremo”, ha concluso il Ceo di Twitter. Non siamo neanche vicini alle elezioni presidenziali americane che si terranno a novembre. Ma lo spettacolo è già cominciato.

 

Clicca qui per seguire OA PLUS su INSTAGRAM

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nosta PAGINA OA PLUS

Crediti foto: LaPresse