E se provassimo a guardare la pandemia da Coronavirus dal punto di vista di un “addetto ai lavori”, con qualcuno che con le epidemie ci lavora? Da oggi OAPlus avrà il piacere di ospitare ogni settimana il punto di vista di Claudio Costantino, medico epidemiologo dirigente presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “P.Giaccone” di Palermo e in prima linea contro l’emergenza Covid-19, che ci illustrerà le sue riflessioni sulla situazione attuale e ci darà alcuni consigli utili grazie alla sua esperienza sul campo.

Epidemiologo, professore universitario di igiene generale applicata e medicina preventiva, dirigente medico. Chi è Claudio Costantino? 

Sicuramente un medico di Sanità Pubblica, che quindi non ha come primo obiettivo di curare il singolo paziente ma di contribuire al miglior stato di Salute della Collettività. Uno svantaggio se vogliamo perchè nessuno ci ringrazierà mai per aver “impedito” una malattia in un soggetto sano. Le due strategie principali che hanno contribuito a salvare più vite umane nella storia dell’umanità sono entrambe di Sanità Pubblica ovvero la potabilizzazione delle acque e le vaccinazioni. Nessuno però verrà mai ringraziato per quello che oggi viene considerato un diritto irrinunciabile del cittadino ovvero l’acqua potabile e che ancora oggi è un diritto negato, causando milioni di morti all’anno, in molti Paesi in via di sviluppo. Sono anche un ricercatore universitario dell’Università di Palermo che ama aggiornarsi, fare studi epidemiologici e clinici (trial sopratutto vaccinali), che ama insegnare alle nuove generazioni di medici e operatori sanitari passando un po’ delle sue competenze, 
che ama aiutare il prossimo (anche senza essere ringraziato per forza).

Come e perché hai cominciato ad occuparti del Coronavirus?

Per caso, un pò come capitato a molti operatori sanitari in tutto il mondo. Il Laboratorio di Riferimento Regionale della Sicilia Occidentale per la Diagnostica Molecolare del SARS-CoV-2 del Policlinico Universitario di Palermo, a metà Marzo 2020, per poter continuare la sua attività di analisi dei tamponi ormai “febbrile” ha attivato una procedura d’urgenza e così da semplice Ricercatore Universitario sono diventato anche Dirigente Medico. Non sapevo molto di tamponi, di estrazione di RNA, di reagenti e di Real Time PCR… ma nell’emergenza si impara o almeno si prova a fare del proprio meglio. E’ quello che ho fatto io, è quello che fanno giornalmente tanti colleghi medici e operatori sanitari in tutta Italia.

La curva dei contagi, ora in aumento, ora in calo, è un fattore che da mesi sta condizionando l’andamento delle nostre vite. Puoi aiutarci, da medico e studioso, a capire come funziona esattamente e come possiamo farne una lettura corretta? 

Le curve epidemiologiche si studiano da anni per le malattie infettive. Tutte hanno delle peculiarità e dipendono da vari fattori (capacità di contagio del microrganismo, vie di trasmissione dello stesso, misure di prevenzione adottate nella popolazione, vaccini etc.). Il SARS-CoV-2 è un virus nuovo (ha appena “compiuto un anno di vita” e sappiamo ancora poco se non che è insidioso perchè

1. a trasmissione area (la peggiore per la facilità di trasmissione); 

2. ad elevata contagiosità (pessimo perchè è rapidissima la sua diffusione);

3. contagioso anche nei soggetti asintomatici e presintomatici (quello che determina queste salite repentine delle ondate epidemiche, la gente non si accorge di essere “untore” del prossimo, spesso dei propri familiari);

4. con una latenza tra inizio sintomi e peggioramento del quadro clinico ampia (motivo per cui per esempio i ricoveri ed i decessi non li “vediamo” insieme alla salita dei contagi iniziale e magari diciamo “questa volta i casi sono meno gravi”).

Per tutte queste ragioni è un virus con cui essere prudenti (non spaventati), comportarsi in maniera responsabile (non chiudersi in casa e non essere di contro stupidamente irresponsabili), e avere la pazienza di (come dicono gli anglosassoni) “flattening the curve”, ovvero tenere bassa la curva per non saturare il sistema sanitario (come già avvenuto in altri Paesi Europei come Svizzera e Svezia).

La Pfizer ha annunciato nei giorni scorsi che il suo vaccino è efficace al 95% e che non darebbe effetti collaterali gravi. Cosa ne pensi? Potrebbe veramente essere la soluzione per porre fine alla pandemia? 

In questa settimana non solo Pfizer-BionTech, ma anche ModeRna e Astrazeneca-Oxford hanno pubblicato o comunque divulgato i dati preliminari degli studi di fase 2 e 3 dei loro vaccini. Sono dati straordinari perchè tutti i vaccini hanno efficacia compresa tra il 90 ed il 100% anche nei soggetti anziani e con comorbosità/copatologie (che saranno insieme agli Operatori Sanitati i primi a dover essere vaccinati). E’ una notizia straordinaria, è l’ultimo Km (ma in salita, ricordiamocelo, per non abbassare la guardia) per dare un “clamoroso calcio nel sedere” a questo virus. Teniamo duro e attendiamo ulteriori belle notizie di questo tipo!

 

Claudio Costantino è medico chirurgo, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, dottore di ricerca, professore aggregato in Igiene Generale e Applicata, Scienze Infermieristiche e Statistica Medica presso l’Università degli Studi di Palermo, oltre che dirigente medico dell’unità di Epidemiologia Clinica con Registro Tumori del Policlinico “P. Giaccone” di Palermo. Papà di tre bambini, è anche tifoso del Palermo calcio, ma ama tutti gli sport in generale.

 

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Crediti foto: Claudio Costantino