Con un discorso breve ma intenso, ieri la presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen ha presentato il nuovo patto per l’asilo e la migrazione, grazie al quale gli stati membri dell’Unione Europea avranno una linea da seguire nella gestione degli sbarchi clandestini che avvengono specialmente sulle coste siciliane e greche: «È tempo di gestire le migrazioni insieme, con un nuovo equilibrio tra responsabilità e solidarietà. Il vecchio sistema di gestione non funziona più. Questo è un nuovo inizio per l’Ue. Oggi proponiamo una soluzione europea per ricostruire la fiducia tra Stati membri e per ripristinare la fiducia dei cittadini nella nostra capacità di gestire come Unione».

A detta della presidente, non ci saranno più decisioni prese dal singolo stato, totalmente spinto dai propri interessi nazionali, ma la gestione degli arrivi verrà gestita a livello europeo, e chi non vorrà accogliere i migranti dovrà pagare un contributo economico: «Bisogna bilanciare molti interessi. L’Europa deve abbandonare le soluzioni ad hoc. Questo pacchetto complesso riflette un ragionevole equilibrio: condividiamo tutti i benefici, condividiamo tutti il fardello. L’Ue ha già dato prova in altri settori della sua capacità di fare passi straordinari per conciliare prospettive divergenti. Ora è tempo di alzare la sfida per gestire la migrazione in modo congiunto, col un nuovo equilibrio tra solidarietà e responsabilità».

Visto il periodo di allerta sanitaria, il patto si impegna anche ad effettuare identificazioni serrate di tutti gli ingressi in Europa non autorizzati, per tenere sotto controllo eventuali problemi sanitari.

In realtà, il nuovo patto non prevede, come richiedeva il governo italiano, che i migranti arrivati sulle coste mediterranee d’Europa siano equamente distribuiti tra gli stati membri, bensì che ciascuno stato possa scegliere se ospitare una quota di migranti o pagarne il rimpatrio.

«Ogni Stato membro, senza alcuna eccezione, deve agire in modo solidale nei periodi di stress — sottolinea la Commissione — per contribuire a stabilizzare il sistema generale, sostenere gli Stati membri sotto pressione e garantire che l’Unione adempia ai propri obblighi umanitari». È chiaro l’intento solidale del nuovo patto, che rimarca più volte l’impegno alla solidarietà, ma per Conte non basta. Il governo italiano chiede certezze.

 

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Crediti Foto: LaPresse

 

TAG:
Conte Europa migranti patto Unione Europea ursula

ultimo aggiornamento: 24-09-2020


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