Si è svolto nella tarda serata di ieri all’insegna delle polemiche il voto al Senato sulla fiducia al premier Giuseppe Conte, che alla fine è riuscito ad ottenere 156 voti favorevoli contro 140 contrari, 16 gli astenuti. Nessuna maggioranza assoluta, dunque, per il presidente del Consiglio, in un’Aula di Palazzo Madama in fibrillazione per tutta la durata delle votazioni: a pochi secondi dalla chiusura del voto, il presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ha dovuto interrompere le operazioni di scrutinio perchè mancavano all’appello i voti dei senatori Alfredo Ciampolillo, ex del M5S, e Riccardo Nencini di Italia viva, che pur risultando assenti sia alla prima che alla seconda chiama hanno chiesto all’ultimo minuto di poter votare. E’ stato necessario ricorrere al Var e visionare la registrazione video della seduta per poi accettare al voto, in extremis, i due senatori, che hanno entrambi espresso il proprio sostegno al governo Conte, non senza proteste da parte di numerosi senatori presenti in Aula, fra cui la Lega e FdI, che hanno annunciato di volersi appellare al Colle. Italia Viva ha confermato l’astensione, in segno di “disponibilità”, seppure a tempo, a discutere ancora con la maggioranza.

E adesso cosa succederà? Il premier Conte dovrà quanto prima “rafforzare la maggioranza”, come ha dichiarato lui stesso a pochi minuti dal risultato delle votazioni. Fra le sue prime mosse potrebbe esserci quella di un vertice per fare il punto e non è escluso che il premier vada al Colle già oggi per un colloquio informale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

 

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Crediti foto: LaPresse

 

 


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