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Pensioni, “Opzione Donna” cambia: ecco tutte le novità previste dalla nuova legge di bilancio

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Con la nuova legge di bilancio messa a punto dal governo Meloni, nel 2023 il capitolo pensioni vedrà sostanziali novità, a partire da “Opzione donna”, forma di pensionamento anticipato che consente alle sole lavoratrici (sia del settore pubblico che di quello privato) di uscire con uno sconto medio di 53 mesi rispetto ai requisiti ordinari, a patto di accettare il ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo. Ebbene, questa forma agevolata di pensionamento non sarà più libera, cioè a disposizione delle lavoratrici in possesso di una determinata età anagrafica e contributiva, bensì riguarderà solo lavoratrici con determinati requisiti: lavoratrici cosiddette «caregiver» (che svolgono cioè assistenza al coniuge o a un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità), lavoratrici con invalidità di grado non inferiore al 74% oppure licenziate o dipendenti da aziende in crisi. La bozza della legge di bilancio 2023, inoltre, innalza anche i requisiti anagrafici: 60 anni (invece degli attuali 58, o 59 per le lavoratrici autonome) con una riduzione di un anno per ogni figlio entro un massimo di due anni.

Restano confermate le finestre mobili di 12/18 mesi. Per cui la prima finestra di decorrenza utile per le autonome che hanno maturato i requisiti nel 2022 si aprirà il 1° agosto 2023, mentre per le dipendenti il 1° febbraio 2023. Le ultime incluse nella proroga (cioè che maturano i requisiti nel dicembre 2022) vedranno aprirsi la finestra rispettivamente il 1° luglio 2024 ed il 1° gennaio 2024.

Resta ferma anche l’impossibilità di cumulare gratuitamente – al fine di integrare i 35 anni di versamenti – la contribuzione versata in diverse gestioni previdenziali.

La stretta non riguarda coloro che hanno maturato (o che matureranno) i requisiti anagrafici e contributivi previsti a legislazione vigente (cioè 58/59 anni di età unitamente a 35 di contributi) entro il 31 dicembre 2021. E ciò ancorché la decorrenza della pensione si collochi successivamente al 31 dicembre 2022. Per queste platee non cambia nulla e, quindi, potranno continuare ad uscire senza il rispetto dei nuovi paletti imposti dalla finanziaria 2023.

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Crediti foto: Shutterstock