Michele Torpedine, il Manager del famosissimo trio de Il Volo, composto dai tre ex enfant prodige della musica lirico-pop Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, conosciuti al grande pubblico per aver vinto dapprima il talent di Rai Uno “Ti lascio una canzone” nel 2009 e per avere ottenuto, poi, nel 2015 al Festival di Sanremo il primo premio con il brano “Grande Amore”, è stato condannato ad un anno di reclusione con l’accusa di infedeltà patrimoniale e, secondo il Corriere di Bologna, anche in sede civile al risarcimento in danaro.

Torpedine era stato rinviato a giudizio dopo la querela dell’ex socio ed ex amico Tony Renis che lo accusava di operare in conflitto d’interessi allontanando i tre cantanti dall’allora socio Renis, e privandolo conseguentemente dei ricavi. Nello specifico, Torpedine, non avrebbe agito in totale chiarezza nei riguardi di Renis, che lo aveva già denunciato nel 2015.

Il trio di tenori era seguito dalla Rentor, società di cui Michele Torpedine era amministratore unico e Tony Renis, socio al 50%, ed erano vincolati da un contratto in esclusiva della durata di sei anni sottoscritto nel 2009. Nel tempo, però, è venuto alla luce un contratto che era la “fotocopia” del primo, solo che in questo caso esso legava i tre artisti alla Family SrL, società riconducibile a Michele Torpedine, con partecipazione al 95% e sottoscritto il 26 giugno 2014, quindi “tre mesi prima che la Rentor fosse messa in liquidazione”.

In definitiva, Torpedine, si sarebbe mosso causando un danno patrimoniale alla vecchia società fondata con Tony Renis, privandola (e con essa il cantautore) dei diritti di esclusiva e dei possibili proventi. Da qui la sentenza che, dopo anni di battaglie, ha dato piena ragione a Tony Renis e che prevede anche il risacimento nei riguardi della Rentor, pari a 50000 euro e 20000 nei riguardi dell’autore di Quando Quando Quando. 

 

 

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Crediti Foto: mtorped/instagram

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