Con la sua macchina fotografica ha raccontato il dramma della Palermo sconvolta dalla ferocia della Mafia e dalla povertà dei quartieri più periferici, diventando una delle fotoreporter più conosciute al Mondo. Letizia Battaglia si è spenta nella notte a 87 nella sua amata e odiata Palermo, la città con cui ha stretto un rapporto “catulliano” e tormentato: prigione da una parte, approdo fisso dall’altra. Un luogo meraviglioso e allo stesso tempo difficile, manna per la sensibilità e la macchina fotografica di Letizia.

Alcuni dei suoi scatti sono diventati iconici. È stata lei a immortalare il dramma del futuro presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei concitati momenti appena successivi all’agguato che ha portato alla morte del fratello Piersanti, da lui vanamente soccorso. E poi i tanti morti ammazzati dalla Mafia ma anche i volti pieni di umanità e coraggio delle donne e delle bambine dei quartieri difficili di Palermo, come la celebre “Ragazza con il pallone” diventata una delle foto per antonomasia che indentificano l’opera di Letizia Battaglia.

Se n’è andata fermata solo da un male incurabile, dopo che fino all’ultimo aveva viaggiato per partecipare a seminari e convegni. Qualche mese fa era stata protagonista di un servizio intervista sull’inserto “Sette” del Corriere della Sera in cui si confrontava con la cantante Ariete sui temi dell’attualità, dell’amore e dell’impegno sociale.

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Crediti foto: Letizia Battaglia/Facebook


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