DEAN KOONTZ Libro The Eyes of Darkness
Cover Libro "The Eyes of Darkness"

Dean Koontz profetizzò il Coronavirus? Le similitudini e le differenze tra il Covid-19 del 2020 e il Wuhan-400 narrato dallo scrittore statunitense nel libro del 1981, “The Eyes of Darkness”.

Nei giorni agitati e disagiati del Coronavirus (Covid-19) i teorici di un complotto riportano alla luce un romanzo thriller e di fantascienza del 1981. Il libro in questione è “The Eyes of Darkness” di Dean Koontz, autore statunitense di numerosi bestseller, e parla di un virus polmonare che si propagherà nel 2020. Questa è la prima coincidenza dall’aria profetica. La seconda è quella più sconvolgente: il nome del virus è Wuhan-400. E Wuhan come sappiamo è la città che è considerata l’epicentro di questa epidemia.

Nel thriller si parla di “un’arma perfetta, perché colpisce solo gli esseri umani”. Non solo. In un altro passaggio si legge che “intorno al 2020 una grave polmonite si diffonderà in tutto il mondo, sarà in grado di resistere a tutte le cure conosciute”. Va però sottolineato che nel romanzo di fantascienza Wuhan-400 viene descritto come un’arma biologica creata in laboratorio con lo scopo di uccidere tutta la popolazione contagiata. Ma, al netto delle voci secondo cui anche Covid-19 lo sia, non lo è.

I due virus in questione si differenziano anche per l’indice di mortalità. Se il virus narrato da Koontz uccide il 100% delle persone contagiate, anche in salute, il coronavirus ha attualmente un tasso di mortalità inferiore al 2% e risulta essere pericoloso solo per chi ha un sistema immunitario debole.

Altro aspetto da non tralasciare è che, inizialmente, il nome dato dallo scrittore al virus era Gorki-400, come la città russa in cui era stata creato. Il nome è stato cambiato nelle edizioni successive alla caduta dell’Unione Sovietica, molto probabilmente per far sembrare il tutto più simile possibile alla realtà geopolitica. L’ipotesi ‘profezia’ è pertanto da escludersi.

Al massimo si può parlare di un caso di apparente precognizione letteraria che ricorda quella legata alla tragedia del Titanic. Nel 1898 Morgan Robertson nel romanzo “The Wreck of the Titan” raccontò di un transatlantico, il Titan, che affondava nel Nord Atlantico dopo uno scontro con un iceberg. 14 anni dopo, nel 1912, il disastro del Titanic si verificò veramente e la suggestione letteraria lo trasformò in un bestseller, successivamente modellato sui fatti realmente verificatisi.

Stessa cosa accade ora con il romanzo di Koontz. Nelle foto della pagina originale 333 del testo che stanno circolando online si legge: “Uno scienziato cinese di nome Li Chen fuggì negli Stati Uniti, portando una copia su dischetto dell’arma biologica cinese più importante e pericolosa del decennio. La chiamano ‘Wuhan-400’ perché è stata sviluppata nei loro laboratori di RDNA vicino alla città di Wuhan ed era il quattrocentesimo ceppo vitale di microorganismi creato presso quel centro di ricerca”.

Clicca qui per mettere “Mi piace” al mio BLOG HIT NON HIT

Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra PAGINA OA PLUS

Clicca qui per iscriverti al nostro GRUPPO OA PLUS

 

Articolo precedenteCoronavirus, Chef Rubio incita i rider e consiglia di “Spegnere la Tv”
Articolo successivoGhali, “DNA”: ci attendevamo un capolavoro, ci troviamo fra le mani un album discreto
Ugo Stomeo
Laureato in Scienze della Comunicazione con tesi filosofico-musicale su “Adorno e la musica leggera in Italia”, è stato membro dell’Osservatorio Musicale Salentino a seguito del corso di giornalismo e critica musicale “Scrivere di Musica” tenuto dal musicologo Gianpaolo Chiriacò presso l’Università del Salento. Ha collaborato con le testate giornalistiche digitali Pride Online, NightGuide, 20centesimi, Un Filo-Blues ed è stato responsabile comunicazione per la “Notte di Mare” di Melendugno, giurato in contest musicali come il B-Live Music Fest di Lecce e opinionista in spettacoli di varietà come “Armonie di vita”, svoltosi presso il teatro Antoniano di Bologna. Dal 2019 è direttore e caporedattore del digital magazine OA Plus e addetto promozione per PMS Studio, etichetta discografica indipendente di Raffaele Montanari. Dal 2018 è autore e critico musicale per il web magazine FareMusic di Mara Maionchi e Alberto Salerno, nonché personal manager del chitarrista e compositore pop-jazz Andrea Dessì. Appassionato dei grandi protagonisti dell’arte e della musica in particolare, con un debole per le dive e i cantautori italiani, famosi o meno, è attivo sulla sua pagina 'Blog' di Facebook HIT NON HIT dal 2017. Da freelance è anche addetto stampa, booking agent musicale, event e social media manager, art director per spettacoli e progetti musicali, biografo e sceneggiatore di videoclip.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui