Foto Claudio Furlan - LaPresse

Nella regione italiana, la Lombardia, in cui si registra il maggior numero di contagiati e di vittime a causa della pandemia da Coronavirus c’ è una misteriosa quanto positiva eccezione: un paese che non ha registrato finora nessun caso di Covid-19. Si tratta di Ferrera Erbognone, piccolo centro in provincia di Pavia che conta poco più di 1.000 abitanti e che sta per diventare un caso da sottoporre all’ analisi scientifica degli esperti, per verificare se nel sangue dei residenti di questa fetta di territorio lombardo vi siano anticorpi in grado di contrastare efficacemente la malattia.

“Riteniamo utile un approfondimento – ha spiegato il sindaco di Ferrera Erbognone, Giovanni Fassina, che oltre ad amministrare il Comune è anche un medico legale – e questo lavoro potrebbe validare una metodica”. Perciò, in accordo con l’ Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Mondino, di Pavia, è stato steso un progetto scientifico che parte dalla raccolta e dalla mappatura di campioni di sangue dei cittadini, da effettuarsi con un semplice prelievo. “Abbiamo chiesto alla cittadinanza di cominciare a prenotarsi per sapere quante persone fossero interessate a partecipare – aggiunge il primo cittadino – e in una sola mattinata abbiamo avuto oltre 150 prenotazioni, alcune anche da intere famiglie. L’ obiettivo di 1.000 campioni perché lo studio potesse avere una validità scientifica e statistica, quindi, è raggiungibile”.

Il progetto approvato e finanziato dall’amministrazione comunale di Ferrera Erbognone è in attesa del via libera della Regione. E il sindaco Fassina, in attesa di conoscere se la comunità che amministra è geneticamente particolare, si dice convinto di un’ altra peculiarità dei suoi concittadini: “Il nostro 0 casi avrebbe comunque una spiegazione: la nostra popolazione è stata estremamente ligia nel rispettare le ordinanze a tutela della salute pubblica”.

In ogni caso Ferrera Erbognone potrebbe essere un laboratorio interessante e utile nella lotta al virus. Per questo è stata richiesta una consulenza indipendente alla Fondazione Mondino di Pavia per “l’ analisi tecnico-scientifica dei risultati dello screening condotto da un laboratorio esterno idoneo all’ impiego della metodica per la determinazione di anticorpi anti-Sars-Cov-2”, spiegano dall’istituto pavese in una nota. Gli anticorpi segnalano l’ avvenuto contatto dell’organismo col virus. “Tale iniziativa – sottolinea però il Mondino – non può assumere alcun significato diagnostico o prognostico, onde evitare di generare falsi miti e infondate aspettative nella popolazione”.

“L’ obiettivo per noi – dice il primo cittadino – è mettere a punto una metodica per sapere se l’ anticorpo è sufficiente per dire se una popolazione è immune. Io sono convinto che molte persone abbiano sviluppato l’ infezione in forma asintomatica. Potremmo stabilire in che percentuale la popolazione è immune”. A Robbio, un altro Comune pavese di circa 6mila abitanti, si pensa a un’analisi di massa per verificare quanti siano i positivi al virus. All’ esame si sono già sottoposte alcune decine di persone e il 29% è risultato positivo al Covid-19.

Nella provincia di Pavia, in cui sono più di 1.800 i contagiati, ci sono ben 42 Comuni ‘Covid free’. In questi centri, tutti di piccole dimensioni e sparsi dall’Oltrepo alla Lomellina, il virus non è arrivato. Si è fermato prima, e sarebbe utile capire il perché.

 

Articolo precedenteCoronavirus, limitazioni allungate “fino al 13 aprile”: l’ufficialità dal Ministro Roberto Speranza
Articolo successivoIn Turkmenistan è vietato pronunciare la parola Coronavirus
Margherita Ventura
Laureata in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università di Bologna con una tesi sulla Storia dell'Arte Medioevale, è giornalista pubblicista iscritta all'Ordine dei Giornalisti di Bologna dal 2001. Ha collaborato con le testate giornalistiche Il Resto del Carlino, Corriere Romagna, Casa Vogue e dal 2011 è socia e responsabile insieme ai colleghi giornalisti Enrico Spada, Claudio Bolognesi e Riccardo Rossi di Cless, società cooperativa che si occupa di servizi multimediali ed editoriali. Dal 2016 è responsabile della redazione e conduttrice del programma televisivo LatoA ideato dal giornalista Enrico Spada, in onda sul canale del digitale terrestre Radio Italia Anni 60 TV. Dal 2018 è parte dello staff e personal assistant della giornalista Rai Cristina Tassinari, ideatrice del Festival Internazionale della Disco Music "Disco Diva". Attualmente è autrice e caporedattrice per OAPlus, sezione di OASport dedicata a musica, spettacoli e intrattenimento. Appassionata di arte e musica, si diletta a suonare la chitarra elettrica. Ama la vita, la gente e il rock'n'roll.