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Esteri

Israele, 44 morti e 150 feriti per fuga di massa durante un evento religioso

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A Israele, 100.000 fedeli si erano accalcati sul monte Meron, in Galilea, per celebrare la festività ebraica di Lag Ba’omer. L’incidente è avvenuto poco dopo mezzanotte. Sulle grandi gradinate, alcuni fedeli sono scivolati trascinando con sé altre persone, il che ha scatenato una fuga di massa che nella calca si è trasformata in tragedia. Alcune informazioni non ufficiali parlano anche di cedimento strutturale.

La festività è un evento molto importante per la popolazione ebraica, che si riunisce ogni anno presso la tomba del rabbino Shimon bar Yochai, rabbino del II sec. fautore di una ribellione contro il dominio romano. Secondo la tradizione, costui è l’autore del testo mistico dello ‘Zohar’ (lo splendore). Spesso l’evento accoglie mezzo milione di persone, ma vista l’emergenza del coronavirus, anno scorso le celebrazioni erano state annullate e quest’anno si sono tenute in misura ridotta. Misure che non hanno contenuto la folla enorme. Ora le radio israeliane lanciano continui appelli per rintracciare i cari degli ascoltatori dispersi durante la fuga. Sul monte sono stati lasciati numerosi cellulari, occhiali e abiti.

una tragedia evitabile

Già nel 1911 era avvenuto un incidente simile, con decine di fedeli morti. e anche per quest’anno, come informa il sito web ortodosso ‘Haredim10’, che già la scorsa sera – prima che decine di persone fossero schiacciate a morte nella calca – pubblicava testimonianze di fedeli allarmati dalla calca, i rischi erano numerosi e la tragedia evitabile. “C’è la sensazione di un pericolo incombente – scriveva con buon anticipo sui fatti – quando si accenderà un falò nell’area della corte rabbinica di Toldot Aharon. Si è creata là una ressa terribile, ci sono spintoni e confusione. Peggio ancora: sul posto c’è solo una uscita molto stretta”. Un testimone, citato ieri sera dal sito, avvertiva: “Pazzesco. La polizia consente a migliaia di persone di affluire in un posto già gremito”. Ieri sera anche il vicedirettore della rivista Mishpahà, Arye Ehrlich, aveva twittato: “L’uscita dal luogo del falò di Toldot Aharon crea un imbottigliamento tanto che c’è da temere che le persone restino schiacciate. C’è un’unica uscita”.

la politica dentro e fuori Israele

Il premier Netanyahu istituisce il lutto nazionale per le vittime, e visita i luoghi mentre continuano le ricerche delle autorità di Israele. “Ci uniremo tutti nel dolore delle famiglie e in preghiera per i feriti”, ha commentato. “Ci sono state qui scene strazianti: persone schiacciate a morte, inclusi bambini. Gran parte dei morti ancora non sono stati identificati”. “E’ stato – ha concluso – uno dei peggiori disastri nella storia del paese. L’operazione veloce di salvataggio ha evitato un bilancio ancora più pesante”.

Parole di cordoglio dai massimi esponenti politici internazionali.

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