Attualità
È morto Valentino
Si è spento oggi, nella quiete della sua amata residenza romana, Valentino Clemente Ludovico Garavani, per tutti semplicemente Valentino. Aveva 93 anni. Il mondo della moda piange non solo uno stilista, ma un’epoca
Si è spento oggi, nella quiete della sua amata residenza romana, Valentino Clemente Ludovico Garavani, per tutti semplicemente Valentino. Aveva 93 anni. Con lui se ne va una delle figure più iconiche, eleganti e longilinee della storia della moda del Novecento e del nuovo millennio: l’ultimo grande couturier all’italiana, colui che ha fatto del rosso Valentino un colore universale, sinonimo di lusso, femminilità e assoluta raffinatezza.
Nato l’11 maggio 1932 a Voghera, in una famiglia della piccola borghesia pavese, Valentino capì molto presto che il suo destino non sarebbe stato legato alla provincia, ma alle grandi capitali del sogno e dello stile. Dopo gli studi a Milano e il fondamentale apprendistato parigino presso le più prestigiose case di couture (tra cui l’École de la Chambre Syndicale), nel 1960 aprì la sua prima maison in via Condotti a Roma. Pochi anni dopo, nel 1962, il leggendario debutto al Pitti di Firenze con la collezione “Le Bianche” segnò il suo ingresso ufficiale nell’olimpo della moda internazionale.
Da quel momento fu un’ascesa inarrestabile. Valentino divenne il sarto delle dive, delle principesse, delle first lady: Jackie Kennedy, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Grace di Monaco, Sophia Loren, ma anche le nuove generazioni di star come Julia Roberts, Gwyneth Paltrow, Lady Gaga e Anne Hathaway. Tutte hanno indossato almeno una volta nella vita un abito Valentino, spesso proprio per il momento più importante: il red carpet, la cerimonia degli Oscar, il matrimonio.Il suo stile è stato definito “timeless”: linee pulite, tagli impeccabili, una straordinaria maestria sartoriale, un uso magistrale del colore (quel rosso Valentino creato quasi per caso nel 1968 e poi diventato leggenda) e un’attenzione maniacale al dettaglio. Non ha mai inseguito le mode passeggere: le ha anticipate o, più spesso, semplicemente ignorate, continuando imperterrito a celebrare la donna come icona di grazia e potenza.
Nel 2007 annunciò il ritiro dalle passerelle dopo quasi cinquant’anni di carriera. Il suo ultimo défilé haute couture a Parigi fu un evento commovente, una passerella di modelle storiche e un bagno di lacrime per il pubblico. Eppure, anche dopo aver lasciato la direzione creativa, Valentino non ha mai smesso di essere presente: nei suoi atelier romani, nelle sue residenze tra Roma, Parigi e Gstaad, nella fondazione che porta il suo nome e che tutela l’immenso patrimonio di abiti e archivi.
Oggi il mondo della moda piange non solo uno stilista, ma un’epoca. Con la scomparsa di Valentino Garavani si chiude simbolicamente il capitolo dei grandi couturier italiani che hanno fatto sognare il pianeta: da Elsa Schiaparelli a Gianni Versace, da Gianfranco Ferré a Laura Biagiotti, fino a lui, l’ultimo imperatore.
Il funerale si terrà venerdì 23 gennaio 2026 alle ore 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma.«Ho realizzato il sogno della mia vita: creare abiti femminili» disse una volta.
Missione compiuta, Maestro. E con una grazia che difficilmente vedremo ancora.
Addio, Valentino. Il rosso non sarà mai più lo stesso...