“Il nostro è uno Stato laico, non è uno Stato confessionale”. Lo afferma in Senato il Presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenendo sul ddl Zan, dopo la richiesta in una nota verbale del Vaticano di intervenire per modificarlo.

Il Primo Ministro ha voluto anche ribadire la libertà del Parlamento di discutere e ha rimarcato come ogni norma approvata dal Parlamento sia approvata rispettando sia i requisiti costituzionali sia gli impegni internazionali:

“Il Parlamento è certamente libero di discutere e non solo. Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per cui ogni norma approvata dal Parlamento rispetta i requisiti costituzionali e gli impegni internazionali, fra cui il Concordato con la Chiesa. Ci sono controlli preventivi nelle commissioni parlamentari. Ci sono controlli successivi nella Corte costituzionale”.

MARIO DRAGHI: “LAICITÀ È PLURALISMO E DIVERSITÀ CULTURALI”

Un altro elemento che ha voluto ricordare Draghi è la laicità su cui si basa il nostro Paese: “La laicità non è indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, bensì tutela del pluralismo e delle diversità culturali”. Sul Ddl Zan ha voluto lasciare il potere alle Camere, sostenendo che “questo è il momento del Parlamento, non è il momento del Governo”

Il presidente del Consiglio ha voluto anche ricordare che l’Italia ha aderito alla dichiarazione congiunta, assieme ad altri paesi dell’Unione Europea, con cui si condanna la legge anti-LGBT ungherese.

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TAG:
DDL Zan diritti lgbtq laicità LGBT Mario Draghi

ultimo aggiornamento: 23-06-2021


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