I parametri per definire le zone non cambieranno fino al 3 dicembre. Boccia: “Altre regioni rischiano di diventare rosse”

21 parametri 

I 21 parametri che attribuiscono alle Regioni la collocazione nella “zona rossa”, “arancione” o “gialla” non cambieranno fino al 3 dicembre, data di scadenza del Dpcm attualmente in vigore. E’ quanto deciso durante il vertice tra governo e Regioni sull’emergenza Covid-19. Sarà un “tavolo tecnico”, composto da governatori, “Istituto superiore di Sanità” e “Ministero della Salute”, a valutare eventuali modifiche da inserire nel nuovo provvedimento. Il pressing delle Regioni, che da giorni chiedono di “semplificare” i criteri, si chiude quindi con due settimane di tregua. Lo schema utilizzato finora potrebbe, dunque, determinare il passaggio alla “zona rossa” di Puglia, Basilicata, Sicilia e Abruzzo.

“Non escludo che possano esserci altre regioni rosse”, conferma il “Ministro per gli Affari Regionali” Francesco Boccia. In bilico restano Emilia Romagna e Liguria. Il governatore Toti ritiene, però,  “ingiustificabile” un inasprimento delle misure nella sua Regione.

Parametri più trasparenti 

Non va sottovalutata la serietà della situazione, la pressione sugli ospedali è ancora “molto alta e non si può assolutamente scambiare qualche primissimo e ancora insufficiente segnale, in uno scampato pericolo”, dice il ministro Speranza. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha però ammesso, pur difendendo le decisioni prese, la necessità di “fare di più” e “rendere più trasparenti i parametri”

Nuovo Dpcm per le festività

Qualche apertura ci sarà, lo conferma il premier stesso, Tutto ciò per consentire alle famiglie di stare insieme e soprattutto per non affossare ulteriormente l’intero commercio e il turismo. Confidando che le misure prese, a partire dal 24 ottobre, frenino la diffusione del virus, la linea da seguire verrà decisa nei prossimi giorni. Una delle ipotesi sul tavolo è quella di un “Dpcm ponte” per il periodo natalizio che sospenda l’automatismo delle fasce e allenti il coprifuoco nazionale permettendo, così, lo spostamento tra Regioni (per raggiungere i parenti più stretti), consenta l’apertura serale di bar e ristoranti e indichi i divieti per la notte di capodanno, compreso lo stop a qualsiasi assembramento nelle piazze.

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Crediti Foto: Shutterstock.com

 


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