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Arrestato l’ex principe Andrea

Secondo gli investigatori, il duca di York, avrebbe condiviso informazioni riservate e documenti sensibili con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019

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Arresto shock per l’ex principe Andrea

Andrea Mountbatten-Windsor, noto fino a pochi mesi fa come principe Andrea, duca di York, è stato arrestato questa mattina dalla polizia britannica con l’accusa di abuso d’ufficio. L’intervento è avvenuto nella residenza privata di Wood Farm, all’interno della tenuta reale di Sandringham, nel Norfolk, proprio nel giorno in cui l’ex reale compiva 66 anni. Secondo quanto riportato dalla BBC, sei auto della polizia senza contrassegni si sono presentate poco dopo le 8 del mattino. Gli agenti hanno proceduto all’arresto e hanno avviato perquisizioni in diverse proprietà legate all’ex principe, tra cui indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk.

Il comunicato ufficiale dell’arresto

La Thames Valley Police ha confermato l’arresto con un comunicato ufficiale, senza nominare esplicitamente la persona coinvolta (in linea con le prassi britanniche): «Nell’ambito delle indagini abbiamo arrestato oggi un uomo sulla sessantina residente nel Norfolk con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio. L’uomo rimane in custodia della polizia e sono in corso perquisizioni in vari indirizzi». I media hanno però identificato senza dubbi Andrea Mountbatten-Windsor come la persona fermata.

L’accusa

L’accusa al centro dell’inchiesta riguarda il periodo in cui Andrea ricopriva il ruolo di emissario commercialedel governo britannico (2001-2011). Secondo gli investigatori, avrebbe condiviso informazioni riservate e documenti sensibili con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019. Le rivelazioni sarebbero emerse o rafforzate dalle ultime tranche dei cosiddetti “Epstein files” rese pubbliche nelle scorse settimane, che avrebbero fornito elementi concreti per riaprire l’indagine penale.

Al momento non sono note ulteriori accuse formali né l’eventuale data di un’udienza. Andrea rimane in custodia mentre proseguono le perquisizioni e l’analisi del materiale sequestrato. Quello che appare certo è che la vicenda rappresenta uno dei capitoli più gravi e umilianti nella storia recente della famiglia Windsor.

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