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Reacher: la magia si è spezzata
Reacher: la magia si è spezzata. Dopo 3 stagioni segnate da qualità e successo di pubblico, i difetti vengono a galla e i fan sono perplessi. Non che la quarta stagione sia brutta: è più che buona, ma sbavature di sceneggiatura, impaludamenti negli episodi intermedi e performance attoriali non sempre sul pezzo, non le fanno raggiungere l’eccellenza a cui ci aveva abituato il brand.
La serie Prime Video “Reacher” era una sorta di miracolo: univa alto budget, qualità eccelsa in tutti i comparti e ascolti record. Rappresentava la quadratura del cerchio faticosamente cercata da Amazon per le sue serie. La magia è durata per 3 stagioni, rompendosi alla quarta. Intendiamoci, l’ultima stagione tratta dall’iconico personaggio creato da Lee Child è molto buona, ma non eccelsa, e tanto basta a lasciare parte dei fan contrariati. Vediamo che succede
Il peso della perfezione
Partiamo dai numeri: gli 8 episodi della quarta stagione di Reacher sono costati tra gli 80 e i 100 milioni di dollari (Amazon non ha rilasciato cifre ufficiali). Un investimento non indifferente, compensato ampiamente dagli ascolti. Il problema quindi non è stato di budget. Non si può dire nemmeno che il romanzo di Lee Child da cui la stagione prende il materiale sia debole: “I dodici segni” dell’autore britannico non sono certo il suo capolavoro, ma nemmeno un libro mediocre. A far calare qualitativamente l’ultimo lavoro di Nick Santora più che un unico grande problema sono una serie di piccole sbavature, che sommate fanno percepire allo spettatore come ci sia qualcosa che non torna. Bisogna quindi andare nel dettaglio per comprendere le perplessità del pubblico
Scelte di sceneggiatura
La prima cosa a renderci perplessi della sceneggiatura è la scelta di rendere Reacher vulnerabile nel corso della stagione. Negli 8 episodi il personaggio di Alan Ritchson si discosta dal Reacher di Lee Child perché non è più il detective infallibile dotato di una forza fisica inarrestabile, ma un investigatore che compie una serie di sbagli madornali, e si trova nel combattimento finale perfino in chiara difficoltà, rischiando di morire senza un “miracoloso” intervento esterno. Di per sé la scelta di discostarsi parzialmente dalla caratterizzazione del personaggio di Child non è un male, peccato che crei un cortocircuito con quanto ci è stato mostrato nella stagioni precedenti: la macchina da guerra inarrestabile che sconfigge a mani nude forze speciali, narcotrafficanti, ex militari d’élite ora si trova in difficoltà contro due donne. Viene amplificata anche la sociopatia del personaggio, marcando fino all’esasperazione un tratto che Lee Child nei romanzi sfuma molto di più. Queste scelte di per sé non sono né buone né cattive, tuttavia creato un gap percettibile con le 3 stagioni precedenti, che alcuni fan non hanno gradito.
Scivoloni di scrittura
Veri e propri scivoloni di sceneggiatura sono invece le scelte compiute nell’ultimo episodio: antagonisti che volano da 3 piani e poi si rialzano senza un graffio, personaggi scomparsi per due episodi che riappaiono senza senso per chiudere l’arco narrativo, fino ad arrivare ad un finale telefonato che lascia perplessi, dato che rompe la complessa impalcatura create nei 7 episodi precedenti. L’ultimo episodio sembra stato scritto di fretta, tentando di non lasciare nulla in sospeso, anche a costo di forzare la sospensione dell’incredulità dello spettatore. Non che l’ottavo episodio sia mediocre, tuttavia si allontana decisamente dall’eccellenza per assestarsi sul compito ben eseguito. Qui i fan sono per una volta tutti concordi: la quarta stagione meritava un finale decisamente migliore.
Il diavolo sta nei dettagli
Se la struttura dell’ultimo episodio è il difetto più evidente, ce ne sono altri meno percettibili che sommati risultano comunque impattanti. Il cast è come sempre ottimo, tuttavia alcuni personaggi secondari questa volta sono tratteggiati approssimativamente, e poco può fare la professionalità degli interpreti per nascondere la magagna. Anche Ritchson questa volta non è sempre sul pezzo: dopo un miglioramento palpabile nelle sue qualità recitative nelle scorse serie, questa volta qua e là sembra marcare troppo il personaggio, rendendolo a tratti lo stereotipo di se stesso. Non che la cosa accada spesso, però ci sono momenti in cui il nostro sembra stia timbrando il cartellino invece che recitando come ha imparato a fare. Per quanto riguarda le scene action, questa volta le armi da fuoco cedono il passo a combattimenti a mani nude e all’arma bianca, scelta che porta una ventata di freschezza nell’insieme, ma soffre del fatto che le coreografie degli scontri corpo a corpo sono inferiori (per varietà e bellezza) rispetto agli action d’alta qualità della concorrenza.
Il problema della lunghezza
Veniamo qui al nodo centrale della questione. Per la prima volta sia la critica che i fan della serie hanno avuto la medesima sensazione: 8 episodi sono troppi per un personaggio come Reacher, la cui monoliticità sfoccia inevitabilmente nella ripetitività. La richiesta fatta a Prime è quindi di ridurre il numero di episodi per la quinta e sesta stagione, in modo da rendere il tutto più compatto. Prime lo farà? Difficile dirlo: la richiesta è pressoché unanime, ma l’interesse delle piattaforme è quello di allungare il più possibile il brodo delle proprie serie di successo per vendere pubblicità, quindi tagliare episodi significherebbe perdere introiti, a fronte di spese di produzione comunque ingenti.
Il futuro
La quarta stagione ha registrato ascolti record, la quinta è già pronta e la sesta è in lavorazione, quindi il futuro della serie non è di certo a rischio. La richiesta dei fan di diminuire il numero di episodi per rendere il tutto più compatto e godibile è condiviso dalla critica, ma si scontra con l’interesse di Amazon ad allungare il brodo, ergo bisognerà aspettare il 2027 per vedere cosa deciderà Prime. Di certo c’è per ora che “Reacher” non rappresenta più la perfetta unione fra qualità e consenso di pubblico che era stato fino ad oggi, ma del resto sappiamo dai tempi di “Boris” che la quarta stagione è un azzardo per ogni serie, dato che ne evidenzia inevitabilmente i limiti strutturali. Detto questo, i limiti di Reacher possono incrinarne il successo? Nel breve di certo no, ma se Amazon non propone qualche correttivo ai difetti evidenziati da questa stagione, rischia comunque di perdersi qualche fan per strada.