Sono appena iniziate le riprese del nuovo film di uno degli attori italiani più ‘internazionali’ del nostro panorama cinematografico: Pierfrancesco Favino.

La storia parla del leggendario comandante del ‘Cappellini’ della Regia Marina. Il film è tratto da un romanzo che sarà disponibile in libreria il 23 gennaio 2023 (edito da Bompiani).

La sceneggiatura di questo emozionante film è stata scritta dal Premio Strega Sandro Veronesi e Edoardo De Angelis. Un sommergibile è stato costruito a grandezza naturale curando ogni piccolo dettaglio (73 metri), grazie all’utilizzo dei progetti dell’ufficio storico della Marina Militare. La lavorazione è stata realizzata in collaborazione con Cinecittà ed è durata otto mesi, coinvolgendo specialisti di vari settori: ingegneri, costruttori e artigiani.

La storia è accaduta davvero, nel buio dell’Oceano Atlantico nell’ottobre 1940 e riguarda il comandante-eroe Salvatore Todaro durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel frattempo, Pierfrancesco Favino ha ottenuto un clamoroso riconoscimento (meritatissimo): è stato appena nominato agli European Film Award (EFA) per il suo ruolo in ‘Nostalgia’ di Mario Martone, con l’obiettivo di candidarlo come Miglior Attore agli Oscar 2023.

Tornando invece al film ‘Il Comandante’, il regista Edoardo De Angelis sta realizzando un film ambizioso, emozionante e in questi giorni è al lavoro sul set di Taranto, dove si è battuto il primo ciak sulla banchina del porto. 

Sandro Veronesi ha fatto questa riflessione: “Come può una sceneggiatura generare un libro? Che non sia la semplice trascrizione di un copione? Non credevo potesse succedere. Poi è arrivata la storia di Todaro e dell’equipaggio del Cappellini, con tutte le microstorie e le paure, le lingue ed i dialetti, una specie di fioritura. Così una sceneggiatura ha generato un libro che sembra avere generato la sceneggiatura”.

Il 15 ottobre 1940 nel cuore dell’Oceano Atlantico, Salvatore Todaro comandante del sottomarino Cappellini affondò una nave mercantile belga, il Kabalo, che trasportava parti di aerei e operava sotto il dominio britannico. Todaro, disobbedendo  agli ordini dei suoi superiori salvò i 26 membri dell’equipaggio del Kabalo. Lo fece con grande rischio per la propria vita e quella del suo equipaggio, dovendo navigare in emersione per tre giorni, rendendosi visibile alle forze nemiche.

Secondo la leggenda, quando il capitano del mercantile belga, sbarcato in una baia delle Azzorre, chiese a Todaro perché si fosse esposto a un tale rischio, lui rispose: “Perché siamo italiani”.

Crediti Foto: Shutterstock.com

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pierfrancesco favino

ultimo aggiornamento: 14-11-2022


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